LECCE – La notifica del foglio di via che vieta ad alcuni attivisti No Tap di entrare a Lecce nei prossimi tre anni a causa delle proteste in occasione di un dibattito alla presenza di Massimo D’Alema rappresenta una misura repressiva che deve essere valutata meglio da parte della Questura di Lecce. Non ci sembra che in quella occasione siano stati commessi dei reati. Proteste, forse esagerate, ma nulla di più. Lo affermano in una nota congiunta D’Alema, Abaterusso e Piconese di  Liberi e Uguali.

Atti di questo tipo – continua la nota – devono essere certamente stigmatizzati, ma il nostro compito è e deve essere quello di riportare tutto sul piano del dialogo e del confronto. Chiediamo quindi che le autorità competenti sospendano il provvedimento per tutti ed in particolare per coloro che, così come emerge da un servizio trasmesso dalla tv locale Telerama, hanno la necessità di recarsi nel capoluogo per motivi di lavoro o per motivi personali, riguardanti l’assistenza e la cura dei propri familiari. Pertanto, chiediamo al Questore di Lecce di sospendere con decorrenza immediata il provvedimento che applica le misure restrittive.

 Sulla vicenda è intervenuto anche Arci Lecce che “esprime il proprio disappunto nel ricondurre una battaglia per la salvaguardia del territorio a un mero problema di ordine pubblico, con un atto limitativo della libertà di circolazione. Da sempre contrari a quest’opera inutile e dannosa, non vogliamo sia costruita in nessun luogo, perché è solo l’ennesima opera che serve a rendere ricchi coloro che la faranno e non prende in considerazione i rapporti con stati antidemocratici e soprattutto i gravi danni all’ambiente e alla salute.”

 

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