LECCE – Questa mattina presso il Castello Carlo Quinto, si è tenuta la conferenza stampa con Elena Anticoli de Curtis nipote di Totò e Carlo Croccolo, presenti anche Alberto La Monica, direttore del Festival del Cinema Europeo, Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, e Maurizio Sciarra Presidente della Apulia Film Commission.

Nella presentazione della Pellicola “Chi si ferma è perduto”, di Sergio Corbucci(1960) completamente ristrutturata dalla Cineteca di Bologna e Titanus, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, con il contributo del Festival del Cinema Europeo e della Apulia Film Commission, sia Maurizio Sciarra che Gianluca Farinelli hanno sottolineato l’importanza della formazione del pubblico attraverso la visione non solo dei nuovi film ma soprattutto di quelli del passato. Sciarra definendo la Puglia terra molto fertile per la cinematografia, ha espresso l’intenzione di continuare l’opera di restauro di altre pellicole in collaborazione con la cineteca di Bologna. E’ stata presentata anche, la nuova edizione del libro “Totò. Tocchi e ritocchi casa editrice Il Raggio Verde, volume tratto dal convegno su Totò di Santa Margherita Ligure del 2007, promosso dal Centro Internazionale dell’Università degli Studi di Genova che racconta Totò da diverse prospettive. La nuova edizione realizzata con la collaborazione del Festival, è arricchita dall’introduzione di Elena Anticoli de Curtis, un intervento di Carlo Croccolo e la prefazione di Valerio Caprara. Il libro contiene illustrazioni delle maschere di Totò del maestro Giancarlo Montelli a cui il Festival dedica una mostra nei saloni del Castello Carlo Quinto.

La signora Elena, nipote di Totò, giunta a Lecce per la prima volta, è apparsa molto emozionata nel dire che il ricordo di suo nonno è vivo, grazie ai racconti di sua madre Liliana, ha anche parlato appunto del colpo di fulmine tra i suoi nonni, conosciutisi quando la nonna aveva appena sedici anni e successivamente anche del loro stesso matrimonio avvenuto comunque precocemente, motivato da un grande amore. Ha inoltre affermato che suo nonno è vivo e presente tra di noi come dimostrano ricordi e testimonianze di chi lo ha conosciuto, infatti ella presiede L’associazione “Antonio de Curtis in arte Totò” che ha organizzato a Napoli la Mostra “Totò Genio” che si terrà tra il Maschio Angioino, il Palazzo Reale, San Domenico Maggiore, dal 12 Aprile al 9 Luglio. Totò amava profondamente Napoli, infatti si fece costruire la cappella funebre nella sua città, dove voleva ritornare e restare dopo la sua morte.

Molto cordiale la testimonianza di Carlo Croccolo che ha definito Totò artista sublime, uomo rigoroso, ligio al suo lavoro, intransigente e soprattutto severo, persona che non perdonava assolutamente torti subiti, diversamente da Carlo più sentimentale è più incline al perdono, anche se raramente. Di carattere un po’ diffidente andava particolarmente d’accordo con Peppino de Filippo.  Ha raccontato il simpatico aneddoto dei pattini, mentre erano a Cinecittà per girare “Lascia o raddoppia”, Carlo che era giovanissimo, appassionato di sport e di temperamento vivace, aveva acquistato dei pattini e non vedeva l’ora di provarli. Li indossò e Iniziò a correre, facendo un rumore assordante, nei corridoi vicino al teatro dove stava lavorando Totò che spazientito lo fece chiamare dall’aiuto regista e con un pretesto lo fece entrare in un armadio lasciandolo chiuso per oltre un’ora. Aldilà di questo episodio, Totò provava grande stima e simpatia per lui, tanto che la prima volta che si conobbero gli disse: “Tu nun tieni l’aria de fess”, infatti quando ebbe gravi problemi con la vista si fece doppiare, per le scene girate all’esterno, proprio da Croccolo che lo aveva già doppiato in francese nel film “La legge è la legge”. Ha inoltre affermato di aver imparato molto dal suo grande e geniale maestro.

Nel corso della conferenza Alberto La Monica ha consegnato a Carlo Croccolo l’Ulivo D’oro, simbolo della nostra terra, omaggio alla carriera di un artista che ha trascorso con immutata passione e innato spirito popolare, la propria vita tra teatro, cinema e televisione.

Francesco Stomeo