NOCIGLIA (Lecce) – Approda al Palazzo Baronale Gallone-Pignatelli di Nociglia la mostra personale itinerante di Francesco Caliendo dal titolo “Gli aspetti segreti dell’animo”, a cura di Raffaele Gemma (vernissage sabato 15 settembre ore 19,30). L’artista napoletano, classe 1945, ha deciso di scegliere la cittadina salentina dopo le due tappe espositive omonime effettuate nel 2017 alle Scuderie di Villa Favorita di Ercolano ed a Palazzo Parente di Aversa.

La mostra è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Nociglia in collaborazione con l’Associazione culturale “Progetto Artec”. Il Sindaco Massimo Martella, assieme al Consigliere con delega alla Cultura Sergio Puce, hanno accolto con entusiasmo la proposta, inserendo la mostra di Caliendo nel contesto di quel programma innovativo MARC IN PROGRESS (intrapreso l’estate scorsa con la mostra antologica di Lorenzo Polimeno), che mira evidentemente a gettare le basi per la nascita di un nuovo prestigioso polo museale nel Salento dedicato alla ricerca ed all’arte contemporanea, in parallelo con la seconda fase di completamento dei lavori di ristrutturazione della prestigiosa sede quattro-cinquecentesca.

La sala polifunzionale del Palazzo Baronale – si legge nel comunicato – intitolata appena un anno fa dal Comune di Nociglia alla memoria di Peppino Impastato acquisisce vigore e fulgore creativo dai numerosi eventi culturali, tutti bisogna riconoscere di ottimo livello organizzativo, che da allora si sono succeduti, tra i quali la mostra antologica di Polimeno, tenutasi dapprima nel Palazzo Baronale e poi sostenuta in maniera originale dal Settore Cultura del Comune di Nociglia anche “fuori porta”, nella splendida cornice del Complesso Museale dell’Ex-Chiesa di San Francesco della Scarpa in Lecce, con il patrocinio della Provincia di Lecce, con un numero di consensi capace di superare tutte le aspettative e ogni voce alimentata probabilmente da gelosie e critiche di settore poi rivelatesi non obiettive. Questo clamore mediatico non ha fatto che confermare invece la validità del percorso intrapreso dall’Amministrazione Comunale di Nociglia, settore Cultura, con la condivisione delle istanze socio-antropologiche e culturali dell’artista Lorenzo Polimeno e del suo sostenitore Raffaele Gemma, il critico curatore di molti di questi eventi in questione. Sui binari di quelle teorie, ma non solo, Nociglia sta assumendo un ruolo di rilievo nella proposta culturale del Sud-Salento, basti vedere il successo riscosso da altre iniziative organizzate in piena autonomia come il Secondo Festival di Nucijazz o la mostra personale di Sanapo, tenutesi il mese scorso.

Tornando all’imminente mostra di Caliendo, parliamo di un artista maturo, che nel tempo ha affinato doti tecniche innate, con alle spalle un percorso espositivo e di vita ricco di esperienze. L’artista ha operato soprattutto a Napoli e Roma, dove nei primi anni settanta è giunto in contatto con figure importanti dell’arte internazionale, come Mario Schifano. Poi Caliendo ha deciso di continuare il suo percorso individuale, fuori dai condizionamenti di gallerie e di certa critica. Ma si è dimostrato anche contrario alle logiche puramente accademiche, già durante il periodo di studi della giovinezza presso l’Istituto d’arte Palizzi di Napoli e poi presso l’Accademia di Belle Arti. L’artista infatti ha avuto il coraggio di rompere con la tradizione pittorica napoletana impressionista e soprattutto post-impressionista, ancora legata alla riproduzione ripetitiva del paesaggio. Verrebbe naturale così definire la pittura di Caliendo come espressionista, ma come abbiamo detto l’artista sfugge alle catalogazioni come agli schemi convenzionali, e quindi risulta opportuno individuare altre matrici alla base del suo lavoro.

Ci corre in soccorso la sua antologia critica, che nel tempo si è arricchita di nomi autorevoli, da Dino Buzzati a Ugo Gregoretti, da Arcangelo Izzo a Vitaliano Corbi, da Marilena Pomian Pomianowski a Giorgio Grasso, e per finire Angelo Calabrese, che ha conosciuto a fondo l’artista in molti passaggi della sua vita, per interpretare la sua arte in maniera ancora più ineccepibile. Spiega il critico Raffaele Gemma: “Nell’esposizione di Nociglia compaiono una trentina di opere di piccolo e medio formato provenienti dalla collezione di Vincenzo Matteis, il quale ha avuto il merito di credere nell’artista e di creargli nuove occasioni di stimolo creativo nei momenti difficili che ogni artista può attraversare. Le opere di Caliendo sono tecnicamente di grande livello, dotate di spessore materico, con delle costanti cromatiche e d’impostazione che contribuiscono a rendere il suo lavoro singolare e riconoscibile. Ne è la riprova ad esempio la ricorrenza di un elemento assiale, longitudinale o a squadro, di color arancio, come base di tavolo o finestra, utile pretesto per sorreggere delle forme, ma non necessariamente, forse da intendersi in senso più utilitaristico, come semplice delimitazione dei campi pittorici. Ricorrente anche il contrasto cromatico con gli sfondi a tonalità grigia, grigio-celeste, o grigio scuro fino al nero.

Su questi sfondi, specchio dello stato d’animo del momento, ma anche sintesi mirabile di una dimensione onirica, si staglia tutto il mondo di Caliendo, la presentazione di una realtà fortemente interiorizzata, composta da individui colti in diverse situazioni dall’artista-osservatore, corpi nudi di donne dai contorni sinuosi ed in atteggiamento sensuale, di certo non idealizzate esteticamente, al pari degli altri personaggi colti in chiave ironica, come il vecchietto edentulo che vorrebbe afferrare la luna, ma anche elementi di indagine introspettiva, come l’artista che sembra guardarsi metaforicamente allo specchio, la reiterazione del motivo della sigaretta fumata in solitudine, fino a momenti di disperazione più evidente, la paura della morte, ma anche di vera poesia seppur dolorosa, come il commiato alla compagna nella turbolenza dei rapporti interpersonali.

Ancora spaccati degli aspetti drammatici della società, come il borseggiatore che sfugge ad ogni vista, il poliziotto ferito nello scontro sociale, un corpo che sembra dilaniato da una raffica di spari. Caliendo rende fluida la presentazione scenografica di questa realtà “altra” con alcuni accorgimenti sapienti di natura tecnica, la dissolvenza delle forme e dei corpi, metafora dell’evanescenza della vita stessa, l’uso della materia e delle varianti policrome, a dare potenza espressiva ai volti. E concordo pienamente con Calabrese, il quale cerca di rispettare l’artista, evitando di scomodare il pensiero dei filosofi esistenzialisti oppure l’arte di pittori come Francis Bacon o Lucian Freud e di catalogarlo frettolosamente in un espressionismo di corrente, dando rilevanza invece alla sapienza nel cogliere e bloccare il momento nella sua rapida dinamicità, lasciando intuire le varie possibilità di evoluzione, seppur drammatiche”.

La mostra, organizzata in collaborazione con l’Associazione socio-culturale “Progetto-Artec”, permane dal 15 al 30 settembre 2018, ed è visitabile tutti i giorni dalle ore 19.00 alle 21.00, ingresso libero.