Lorenzo Polimeno.From-to/Da a

(Scudi-Oblò-Package-Reperti)

a cura di Raffaele Gemma

Galleria Farini Concept – Palazzo Fantuzzi via San Vitale 23/A – BOLOGNA

dal 4 al 20 gennaio 2019

 

Si sentiva nell’aria già da alcuni mesi che attorno a Lorenzo Polimeno l’interesse del mercato dell’arte era in forte crescita. Importanti segnali si erano in effetti colti nelle recenti aggiudicazioni di un’importante casa d’aste lombarda di alcune opere dell’ultima serie “Scudi” (Shields), quelle per intenderci su cui il critico Raffaele Gemma, curatore della mostra imminente in quel di Bologna, sta battendo molto a partire da “Step by step”, la personale in tre tappe organizzata in successione a Tricase (Chiesa Madonna di Costantinopoli), Nociglia (Palazzo Baronale) ed a Lecce (Complesso Museale San Francesco della Scarpa). In quei contesti Scudi, Reperti e Package campeggiavano in maniera eccellente e scenografica (ricordiamo il grande telo con le “Sequenze” di più di 5 metri), attirando già l’interesse di molti collezionisti, i più fortunati dei quali sono riusciti in quelle occasioni a strappare direttamente dalla sue mani alcuni prestigiosi esemplari.

Foto Sergio Puce

Oggi questa mostra personale alla Galleria Farini Concept, lo spazio gestito da Grazia Galdenzi, con la direzione artistica di Roberto Dudine, posto nel cuore di Bologna all’interno di Palazzo Fantuzzi, storica dimora del cinquecento, sembra confermare le premesse iniziali. L’esposizione di Lorenzo Polimeno dal titolo From-to/Da a (Scudi-Oblò-Package-Reperti), a cura di Raffaele Gemma, è a ridosso di importanti eventi del settore che attirano a Bologna collezionisti da ogni parte del mondo, come ad esempio Arte Fiera ed è stata organizzata da Sonia Rizzo, anche lei salentina, titolare dell’agenzia eventi Dragonfly operante tra Bologna e Surano, che spiega: “Noi di Dragonfly siamo specializzati in matrimoni, cerimonie varie, meeting, congressi e negli ultimi anni abbiamo allargato il campo all’organizzazione di altri eventi, anche culturali come le mostre e le esposizioni, allo scopo di diversificare l’offerta, anche in ragione del fatto che la cultura e l’arte sono dei settori con legami intrinseci con il territorio ed il turismo. Gli artisti, che portano all’interno delle proprie opere tutta la loro esperienza di vita, la memoria dei propri luoghi d’origine, e si muovono peraltro in tutto il mondo con le loro esposizioni, sono un interessante veicolo dal punto di vista culturale e indirettamente anche dal punto di vista della promozione territoriale. Questo vale soprattutto per un artista come Polimeno, per il quale il legame con il territorio d’origine risulta fondamentale”.

Scudi-Stati d’animo, 2018 – una delle opere di Polimeno esposte a Bologna

Prosegue Salvatore Miggiano, consulente tecnico di Dragonfly per il settore arte e antiquariato e coordinatore generale della mostra: “Organizzare questa importante mostra di Lorenzo Polimeno in un contesto prestigioso come Palazzo Fantuzzi e all’interno di una delle gallerie più rinomate di Bologna presente anche a Londra, come la Galleria Farini Concept, significa che in questo artista noi crediamo veramente tanto. Una delle soddisfazioni più grandi è l’essere riusciti a realizzare in collaborazione con Raffaele Gemma, critico curatore e Presidente dell’Associazione Culturale “Progetto-Artec”, un raffinato catalogo della mostra, in italiano/inglese, in cui sono pubblicate molte delle opere esposte. In senso generale l’arte rappresenta un settore d’investimento alternativo, quello dei cosiddetti “beni-rifugio”, che se svolto con attenzione e competenza, magari sotto la guida di esperti del settore, può riservare a lungo termine delle soddisfazioni economiche, al di là dell’immediato godimento culturale che l’opera d’arte fornisce. È chiaro che bisogna puntare su artisti accessibili, poiché sui nomi altisonanti del panorama artistico i giochi sono ormai fatti ed essi hanno raggiunto oggi quotazioni stellari. Lorenzo Polimeno è un artista ancora accessibile. Egli è quotato su Arte Mondadori, che costituisce un riferimento importante per il collezionismo, eppure è possibile acquisire delle sue opere a condizioni favorevoli, non sappiamo per quanto tempo ancora, in quanto chi conosce il mercato dell’arte sa bene che, allorquando case d’asta, gallerie importanti e soprattutto i mercanti iniziano a concentrare il loro interesse su un determinato artista e su alcune opere in particolare, i suoi prezzi iniziano a lievitare in maniera imprevedibile, parametri e coefficienti vengono ritoccati anche su loro indicazione e tutto il mercato di quell’artista cambia”.

Scudo blu, 2014 -opera di Polimeno esposta a Bologna

Per chi segue e conosce Polimeno non costituisce una sorpresa questo clamore attorno alla sua figura, perché l’artista multidisciplinare di Sogliano Cavour è di assoluto spessore culturale. Se infatti in campo letterario aveva già raccolto consensi autorevoli da Carlo Bo con la raccolta di poesie e disegni Poesie da Parete – Wall poetry (1993, Editrice Salentina) e poi da Claudio Gorlier con il diario lirico illustrato La finestra rotta (2000, Manni Editore), confermati in seguito dal diario lirico Dai Margini (2009, Lupo Editore), in campo pittorico l’attività espositiva si è andata consolidando a partire dagli anni duemila di pari passo con la sua ricerca estetica, con esposizioni personali e collettive su tutto il territorio nazionale, ma anche in campo internazionale, come quella di Londra, presso la Great Expectaction Gallery . Ovviamente interessanti rimangono i suoi passaggi pittorici iniziali degli anni settanta attraverso l’astrattismo lirico, quelli degli anni ottanta e novanta con il descrittivismo lirico, maturato gradualmente nella formulazione di alcuni principi estetici alla base del movimento “aperto” del Marginalismo, da lui fondato finalmente nel 2013, anche con la condivisione di altri artisti e critici. Contemporaneamente la sua arte ha subito un progressivo viraggio verso un percorso meno votato alla figurazione, sfociando in una forma espressiva definita da Raffaele Gemma come astrattismo estetico.

Degli aspetti critici della mostra bolognese è ancora Gemma a parlare: “Da alcuni anni seguo l’evoluzione artistica di Lorenzo Polimeno e non ho difficoltà ad affermare che siamo davanti ad una delle più potenti figure artistiche espresse dal nostro Salento nell’ultimo decennio. Io lo seguo da più di otto anni e l’ho coinvolto in tutte le quattro edizioni della Biennale di arte del Salento “Syncronicart”, l’ultima delle quali peraltro in corso presso il Palazzo Baronale di Nociglia, organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura ed il Consigliere con Delega Sergio Puce. Lì si possono ammirare, assieme a quelle di altri interessanti artisti e fino al 16 gennaio 2019, due opere di Polimeno, una della serie dei Reperti ed un Paesaggio Semplice-Package. Non vi sono invece opere della serie Scudi, che hanno preso suppongo la strada di Bologna per l’imminente mostra che sto curando, From-to/ Da a, una mostra di alto valore culturale, che consacrerà l’artista dandogli giusto merito, dopo anni di intensa ricerca estetica sul campo. Io mi occupo di divulgazione dell’arte contemporanea e della valorizzazione di alcuni talenti, che spesso il mercato dell’arte che conta, molto chiuso e selettivo, per non dire ripetitivo, ignora in maniera cinica e spietata. Se qualche artista dopo tanti anni di sacrifici inizia per fortuna a fare breccia nel settore non può che farmi piacere, perché questo apre le porte ad altre esposizioni di rilievo e ad una crescita di tutto il settore dell’arte del Salento, da molto tempo purtroppo in una fase di staticità disarmante. Eppure di giovani talenti ce ne sono, Polimeno è un artista maturo, io ne ho conosciuto tanti nella mia esperienza decennale che risultano davvero validi e magari operano intensamente fuori Regione, dove sono conosciuti di più che nel nostro territorio. Ritornando alla mostra in questione di Bologna, negli ambienti rinascimentali di Palazzo Fantuzzi della Galleria Farini Concept certamente gli Scudi di Polimeno, ma non solo, anche gli Oblò, gli Oblò-Stati d’animo, i Reperti, i Package sicuramente diventeranno i protagonisti della scena.

Reperti,2016 – opera di Polimeno esposta a Bologna

Io combatto da anni per gli Scudi perché essi rappresentano la sintesi della ricerca estetica di Polimeno, alla base del movimento del Marginalismo, di cui sono firmatario, quella appunto basata sulle spinte propositive delle periferie nei confronti del centro, che detiene per definizione il primato culturale, ma che è di ubicazione relativa. Oggi in una realtà globalizzata chi può dire che il centro sia posto in maniera definitiva in un sito e che non si determini piuttosto un’inversione centro-periferica, con la periferia che diviene centrale ed il centro che diviene periferico, quand’anche non lo fosse già rispetto ad altre realtà centrali, in una configurazione policentrica. È come se nell’universo noi scoprissimo l’esistenza di altri pianeti con una vita uguale a quella della nostra Terra, che oggi possiamo solo supporre ritenendoci gli unici al centro dell’universo in maniera esclusiva. È l’affermarsi della relatività non solo in senso fisico, “einsteiniano”, ma in senso generico, anche estetico e socio-antropologico. Sono questi i concetti espressi negli “Scudi” di Polimeno, e quando l’indagine si muove verso il proprio mondo interiore facendo emergere la sensibilità recondita dall’in-coscienza, ecco che abbiamo le opere definite come “Oblò-Stati d’animo”. Differenti a loro volta dai “Reperti” che sono frammenti di memoria musicale e poetica su listelli di legno pitturati e avvolti con gli adesivi trasparenti, presentati singolarmente o in assemblaggio compositivo.

Roma ( reperti-package) 2015- – opera esposta a Bologna

“Package” è invece una tecnica più che una serie, che si può concretizzare quindi nelle opere di tutte le serie menzionate sopra, allorquando l’artista decide di usare appunto l’adesivo o il policrystal per dare lucidità cangiante ai colori o al contrario attenuarne la luminosità originaria. Opere interessanti quindi nella mostra di Bologna, che ho l’onore di curare e che sicuramente accrescerà la mia esperienza e conoscenza della materia”.