NOCIGLIA (Lecce) – Domenica 16 dicembre, alle ore 19.30, presso il Palazzo Baronale Pignatelli-Gallone di Nociglia, si terrà l’inaugurazione della IV edizione di “Syncronicart“, a rassegna biennale di arte contemporanea. Le prime tre edizioni furono ospitate anni fa, con successo di critica e pubblico, a Martano sempre in luoghi istituzionali altrettanto prestigiosi (Castello Aragonese, Urban Center e Palazzo Ducale).

L’evento, a cura di Raffaele Gemma – si legge nel comunicato – è organizzato dall’Amministrazione Comunale di Nociglia, in particolare dall’Assessorato alla Cultura rappresentato dal Consigliere con Delega Sergio Puce in collaborazione ovviamente con l’Associazione Culturale Progetto-Artec di Martano, che ha portato avanti l’iniziativa sin dal suo esordio.

“Grazie all’impegno costante del Sindaco di Nociglia Massimo Martella, assieme al Consigliere con Delega alla Cultura Sergio Puce – spiega il curatore – il Palazzo Baronale di Nociglia, recentemente restaurato, è divenuto un importante contenitore culturale con un susseguirsi di eventi tutti di rilievo. Oltre all’arte contemporanea, con il successo delle mostre personali di Polimeno, Sanapo e Caliendo tenutesi in sequenza presso la location storica, altri eventi riproposti con regolarità a Nociglia, come ad esempio il Festival Nucijazz, stanno a dimostrare la vitalità culturale anche delle piccole cittadine.

L’obiettivo è quello di un interessamento maggiore di tutto il territorio salentino ed il cambiamento di sede va in questa direzione. In Syncronicart la tematica del tempo e della sincronia è più che un pretesto, utile senza dubbio per la selezione delle opere da parte del sottoscritto, che in tal modo ha modo di fondarsi anche sullo storico della produzione individuale, tentando di farlo riemergere, magari assieme a quella più recente, dimostrando in tal modo che uno degli obbiettivi più ambiti per ogni artista è certamente, tra le altre cose, l’atemporalità e l’attualità del messaggio.

In questa edizione abbiamo 16 artisti tutti di assoluta qualità, scultori come Antonio Giaccari, che predilige le forme plastiche piene, lisce, levigate, essenziali, ultimamente orientato verso l’assemblaggio modulare, di materiali omogenei come il legno nella scorsa edizione, eterogenei in questo caso molto più complesso, dove alla costanza della forma stiliforme l’artista contrappone invece una variabilità dei segmenti, naturali ed artificiali, di polipropilene, stoffa, marmo, cemento, pietra leccese, legno, cera, a simboleggiare le diverse tappe evolutive dell’uomo, ma soprattutto l’energia vitale; Giovanni Gravante, già presente alla 54a Biennale di Venezia del 2011 Sezione Puglia, presenta due opere a struttura ondulatoria, bifronte e romboidale la prima, con colori primari, in marmo bianco la seconda, opere che danno l’idea della dinamicità pur nella staticità per definizione della disciplina scultorea; dinamismo e movimentazione di luci e ombre sono anche le caratteristiche degli ulivi in pietra leccese di Stefano Garrisi, che testimoniano da una parte la sua abilità nel cesello dal punto di vista tecnico e, dall’altra, dal punto di vista tematico, il profondo legame con il proprio territorio.

Luca Palma si muove con disinvoltura tra design e arte, e se nelle opere pittoriche dà vita ad un affastellamento di immagini e colori che richiama alquanto lo stile dell’Urban art, con influssi mitteleuropei, in scultura mette a frutto la propria esperienza nell’utilizzo del ferro e del metallo, con forme eterogenee, spesso con avvolgimenti dei fili metallici a creare forme complesse a volte piene, a volte diafane. Antonio Pede è anche un pittore votato all’astrattismo ed all’informale, dove sperimenta l’utilizzo del colore e dei materiali anche poveri, come la carta d’imballaggio, che acquisisce nuovo spessore e consistenza. Ma si destreggia anche in scultura dove presenta un assemblaggio di materiali ed utensili vari (l’object trouvé di duchampiana memoria) per fare un omaggio a Basquiat; Teresa Vella tratta il vetro di Murano con tecnica singolare elevandolo all’ambito artistico. Originale il suo libro cubico che si inserisce nell’ambito della ricerca nel campo della “Nuova scrittura” e suggerisce una metodologia alternativa di cristallizzazione della parola e del linguaggio, ma anche della poesia.

Prettamente pittori sono Andrea Merico, che attua la sua ricerca sulla materia ed il colore, quello pastello che subisce sfumature del tutto singolari nei paesaggi naturali e artificiali del Salento, nelle case dipinte a calce, come ricorrente in queste opere astratte è l’incisione sottile di alcune linee accese, spesso rosse, interrotte ed infinite al contempo a significato soggettivo. Ezio Sanapo racconta con una sua tecnica riconoscibile i luoghi e la gente del Salento in atmosfere ovattate e oniriche che sembrano di altri tempi ma che rivivono nella memoria individuale e collettiva. Eva Orszagh, nata in Polonia, ha esposto in Italia e all’estero, ed affronta varie tematiche che vanno lette all’interno di una pittura accattivante ed apparentemente ermetica, con intenti provocatori in alcuni casi, simbolici in altri, con influssi neo-pop in altri casi ancora, spesso con la figura femminile protagonista assoluta. Nell’ambito impegnativo dell’iper-realismo si muove l’artista campana Ginella Orlando, che presenta soggetti naturali rappresentati in maniera genuina e che raggiungono l’intento d’ingenerare stupore nello spettatore.

Sempre nell’iper-realismo si inseriscono le opere del salentino Lucio De Salvatore e del siciliano Antonio Sciacca, già caro a Vittorio Sgarbi, che colpiscono anch’esse, soprattutto grazie alle espansioni evidenti in campo metafisico, dove ambientazione e soggetto vanno di pari passo. Andrea De Simeis, cartaio ed incisore, costantemente presente nelle varie biennali internazionali d’incisione di Acqui Terme, è artista versatile nell’uso delle varie tecniche, dei pigmenti e dei supporti, trattati in modo naturale. Il bitume della Palestina, estratto naturalmente, si rivela efficace per raccontare con la pittura, quasi come in narrativa, i miti del passato. Antonio Luceri, artista d’esperienza presente anche lui alla 54a Biennale di Venezia del 2011 Sezione Puglia, attua con tecnica personale il suo décollage del vissuto e dei ricordi, con incastonamento delle impressioni individuali spesso estrapolate dal sociale. Per finire due seguaci del ‘Marginalismo’: Lorenzo Polimeno, peraltro fondatore del movimento artistico-letterario, vera corrente di pensiero, ribadisce la ricerca estetica dei suoi ‘Scudi’ che lo porterà a breve a Bologna, in uno spazio di prestigio, in una consacrazione definitiva di critica e mercato; l’altra marginalista, Maria Luce Musca, racconta le periferie urbane in modo dinamico e stilizzato con una cromia vivace sfumata per suggerire uno scorrimento d’immagine che la inserisce nell’espressionismo di concezione moderna”.

La mostra sarà visitabile dal 16 dicembre 2018 al 16 gennaio 2019, tutti i giorni lunedì escluso dalle 19 alle 21.