di Gaetano Gorgoni

LECCE – La ministra del Sud Barbara Lezzi ha incontrato gli agricoltori in Prefettura, in compagnia della sottosegretaria Pesce, del presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva,  e del governatore della Puglia Michele Emiliano: servono i soldi e la sburocratizzazione per i reimpianti subito. I decreti attuativi per i reimpianti sono pronti, ma mancano le firme: questi ultimi sono provvedimenti fondamentali perché consentono di espiantare e di reimpiantare le specie resistenti. “Un parlamentare del Movimento 5Stelle ha inserito un emendamento al decreto che non velocizza le cose (espianto e reimpianto nello stesso momento) – spiega Michele Emiliano – Ora lavoriamo per risolvere questo problema: dobbiamo sostituire 20 milioni di alberi e ricostituire la capacità produttiva azzerata”. Gli interventi governativi dovrebbero permettere di tagliare i lacci burocratici per gli interventi. I soldi ci sono, ma con il governo cadrà a breve con la mozione di sfiducia della Lega già depositata. I sindaci leccesi intervenuti in Prefettura sono solo 30 su 97. I rappresentanti istituzionali del Movimento 5 Stelle hanno smesso di fare gli streaming di tutti gli incontri istituzionali: i giornalisti vengono messi in sala d’attesa e alla fine entrano per le interviste.  Coldiretti lancia l’allarme sui fondi: bisogna fare in fretta perché tante imprese agricole stanno collassando. I 300 milioni devono essere messi subito a disposizione.

Per ora ci sono 30 milioni dei fondi CIPE già disponibili per il 2018. Non si avevano più notizie dei 70 milioni di euro per il 2019, ma la ministra ha rassicurato tutti: i soldi saranno messi a disposizione presto. In totale le risorse promesse ammontano a 400 milioni. Intanto, la ministra Lezzi, appena prende la parola, annuncia che i decreti attuativi per i reimpianti sono pronti. Ma c’è un piccolo particolare: mancano le firme dei ministri e tra questi quella di Centinaio. Si è affrontato anche il problema dei frantoi: servono soldi per sostenerli perché boccheggiano e molti hanno già venduto i macchinari. Per rimettere in piedi il settore molti produttori chiedono che si incentivino le cooperative di agricoltori, ma con il governo che cade è tutto un salto nel buio. “Con la fine dell’accordo di governo restano in sospeso tanti problemi” – puntualizza Emiliano. Intanto Barbara Lezzi annuncia che mai il Movimento 5 Stelle governerà con il Pd: “Un partiti che ha difeso solo le banche in passato non può stare con noi. Con la Lega abbiamo rotto perché abbiamo detto no a una legge scritta da Siri, a favore dei ricchi, la flat tax”.

XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, PERSE 3 OLIVE SU 4 CROLLO PRODUZIONE OLIO – 73%

Coldiretti Puglia chiede a politici e istituzioni di accelerare. I dati forniti sono allarmanti: “A causa della Xylella fastidiosa sono andate perse quasi 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 73% della produzione di olio di oliva nell’ ultimo anno. E’ quanto emerge da un’analisi elaborata da Coldiretti Puglia sulla base dei dati del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e illustrato in occasione dell’incontro a Lecce con il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi.

“Da quando è stata confermata la presenza della Xylella fastidiosa a Lecce, la produzione di olio ha subito un trend negativo che rischia di diventare irreversibile, con il minimo storico di 5.295 tonnellate prodotte nell’ultima campagna 2018/2019. L’avanzata della malattia ha lasciato milioni di ulivi secchi dietro di sé, come rappresentato dalla perdita produttiva che si è allargata a macchia d’olio, man mano che la Xylella ‘camminava’ indisturbata sul territorio. Il contagio in 6 anni inesorabilmente si è spostato a nord ad una velocità di più 2 chilometri al mese”, ha denunciato il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, a capo della delegazione di agricoltori e frantoiani di Coldiretti Puglia e Unaprol.

“Abbiamo chiesto al Ministro Lezzi che i 300 milioni di euro di risorse aggiuntive, oltre ai 70 per il 2019 già stanziati dal CIPE, arrivino realmente agli agricoltori e alle loro famiglie che non possono più produrre olive e olio, a favore di nuovi impianti resistenti, con l’indispensabile chiarezza e semplificazione per i reimpianti, e ai frantoiani che stanno svendendo all’estero pezzi di frantoi”, ha continuato Cantele.

Agricoltori senza reddito da 6 anni, milioni di ulivi secchi, frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia, 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva, con un trend che rischia di diventare irreversibile – denuncia Coldiretti Puglia – se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare dopo anni di tempo perduto inutilmente il ‘disastro colposo’ nel Salento e rilanciare la più grande fabbrica green italiana.

“Serve chiarezza e semplificazione dell’iter dei reimpianti e una strategia condivisa tra governo e unione europea per far fronte alla strage che ha devastato 21 milioni di ulivi, mettendo in ginocchio il settore olivicolo del Salento, deturpando il patrimonio paesaggistico, con un danno stimato per difetto di 1,2 miliardi di euro ed il dimezzamento della produzione pugliese di olio di oliva che rappresenta oltre il 50% di quella nazionale”, ha concluso il presidente Cantele.

Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia – sottolinea Coldiretti Puglia – si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, con effetti disastrosi sull’ambiente, sull’ambiente, l’economia e sull’occupazione.

Campagna
LE – ADRIATICO
LE – SUD
LE – NORD
LE – EST
LE – IONICO
Totale
Variazione %
2017-2018
3.613,32
6.726,81
1.778,42
2.307,65
5.161,47
19.587,68
– 73%
2018-2019
814,99
2.117,94
788,02
441,5
1.132,84
5.295,28
Totale olio prodotto (tonnellate).

XYLELLA, EMILIANO OGGI IN PREFETTURA A LECCE: “TRASFORMIAMO DOLORE IN ENERGIA. ABBIAMO I MEZZI PER RICOSTRUIRE PATRIMONIO PAESAGGISTICO E PRODUTTIVO. DOBBIAMO REDIGERE INSIEME UN PIANO PER L’AGRICOLTURA DEL SALENTO”

“Dobbiamo far diventare questa storia, e lo dico con prudenza, un motivo per uscire da una condizione economica drammatica: questo richiede un immediato intervento e procedure snelle. E fare in modo di invertire un sentimento diffuso, quella sensazione di sconfitta che dura da anni: raccogliamo le forze, come si fa dopo ogni catastrofe, e trasformiamo il nostro dolore in energia”. 

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, oggi a Lecce dove è in corso in Prefettura l’incontro con il ministro Barbara Lezzi per la condivisione del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola pugliese e dei criteri e delle modalità per l’attuazione degli interventi previsti. La dotazione del piano è di 150 milioni di euro per ciascuno dei due anni, 2020 e 2021, mediante l’utilizzo delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Presenti anche il sottosegretario alle Politiche agricole Alessandra Pesce, il Prefetto di Lecce, il presidente della Provincia e i sindaci della Provincia di Lecce, le associazioni di categoria, Coldiretti, Agrinsieme e Italia Olivicola, i rappresentanti del Periti agrari, degli Agronomi, e degli Agrotecnici, e le rappresentanze sindacali.

“Il rapporto che noi pugliesi abbiamo con questo tipo di paesaggio – ha detto Emiliano – fatto di milioni di ulivi, e con questa cultura millenaria, si può comprendere solo se vivi qui. Attraversando queste strade e le campagne non si riesce a pensare ad altro che ai nostri alberi, a quello che erano e offrivano. Oggi abbiamo i mezzi per ricostruire sia il patrimonio produttivo che paesaggistico, lo faremo con testardaggine, fermo restando che dobbiamo limare alcuni aspetti tecnici del Decreto per farlo funzionare.

Starà anche al gruppo di lavoro che abbiamo costituito proprio qui in provincia di Lecce, sotto la guida del sub commissario Arif Francesco Ferraro e del direttore del dipartimento Gianluca Nardone, fare in modo che tutte le procedure siano svolte con la massima velocità consentita dalle leggi.

La Regione Puglia ha fatto uno sforzo enorme per coprire tutte le mille domande arrivate. Il denaro in arrivo da Roma servirà a completare questo lavoro, che rappresenta la più grande opera di ripristino del paesaggio della storia di Italia. Dobbiamo creare una pianificazione agricola e decidere in che modo attutire quello che da sempre è un punto di forza, la monocoltura olivicola, e valutare con le organizzazioni agricole, gli olivicoltori, i cittadini, i sindaci come redigere un grande piano di riforma agraria di tutto il Salento. Il prossimo Psr non può essere scritto come avevano fatto con l’esistente, ignorando la xylella pur sapendo che già esisteva. Richiamo quindi tutti a una lotta civile e alla positività, nonostante la situazione drammatica che stiamo vivendo. Questo decreto, scritto dagli uffici della Regione Puglia e concordato col Ministero, ci consente di resistere in modo adeguato.  

Ringrazio gli esponenti del Governo che ci hanno sostenuto in questa battaglia. Non molliamo”. 

 

“Esprimiamo – ha sottolineato il presidente – la nostra moderata soddisfazione per il metodo con il quale siamo arrivati alla conclusione collegata al decreto. Abbiamo trovato nei ministri Lezzi e Centinaio interlocutori attenti che hanno consentito di scrivere un buon provvedimento, al di là di alcune modifiche che non sono nella responsabilità del Governo ma sono nella potestà legislativa del Parlamento.

Una modifica, in particolare, ha creato un problema abbastanza serio sulle zone vincolate che vorremmo tentare di superare, anche in via interpretativa: se c’è un meccanismo automatico di autorizzazione all’espianto potrebbe essere implicito che ci sia l’obbligo al reimpianto. Se ci fosse una correzione in tal senso tutti i dirigenti che devono applicare  le norme sarebbero più contenti. Ho colto con positività anche l’invito del ministro Bonisoli, preoccupato per il rapporto con le sovrintendenze”.

XYLELLA, LE PROPOSTE DI AGRINSIEMEPUGLIA AL MINISTRO LEZZI

Il coordinamento di Agrinsieme Puglia, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, ha partecipato all’odierno incontro in prefettura a Lecce con il Ministro per il Sud Barbara Lezzi ed il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per fare il punto sull’emergenza Xylella.

Durante il confronto Agrinsieme Puglia, rappresentata dal coordinatore Tommaso Battista, ha

ha presentato un “piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia” partendo dal recente “decreto legge emergenze” di cui è essenziale attuare con tempestività il decreto attuativo, necessario per lo sviluppo e la riconversione delle zone interessate da Xylella che comprenda  misure concepite secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi.

Secondo il coordinamento di Agrinsieme risulta necessarioprevedere una ripartizione delle risorse tra le varie misure che privilegi in maniera determinante quelle destinate alle imprese agricole in forma singola e associata ed in particolare indirizzate a sostenere la liquidità delle imprese agricole colpite dalla patologia compensando le perdite di reddito subite e riducendo gli oneri finanziari di qualsiasi natura su di esse gravanti. Occorre – ha sostenuto il coordinamento di Agrinsieme – favorire gli investimenti nelle aziende agricole colpite coprendo i costi di espianto e reimpianto degli oliveti con cultivar tolleranti. Dovranno costituire spese ammissibili tutte le spese connesse a tali riconversioni, ivi compreso lo smaltimento del legno ottenuto. Per tali interventi occorrerà garantire un tasso di cofinanziamento il più elevato possibile in base alle normative comunitarie e valutando anche di negoziare con le istituzioni comunitarie apposite deroghe ai principi in materia di aiuti di stato considerando la particolare situazione.

Inoltre è necessario potenziare le forme di incentivo in vigore per l’insediamento di nuove imprese agricole ed il subentro ad aziende che non intendono proseguire l’attività, finanziare l’attività di formazione e informazione agli olivicoltori tramite le organizzazioni agricole di rappresentanza in maniera da aumentare le conoscenze sulle misure di contrasto e prevenzione della diffusione del batterio nonché le possibilità di finanziamento accordate alle imprese, varare con le risorse residue una misura indirizzate ai frantoi dell’area infetta per la perdita di fatturato subita rispetto agli anni precedenti a parziale indennizzo una tantum del decremento di fatturato ed in base alla normativa del “de minimis”. Per Agrinsieme, inoltre, è importante promuovere la filiera legno-energia e della coltivazione di specie legnose sulla base di una adeguata pianificazione territoriale ed infine superare i vincoli paesaggistici non disciplinati dall’art. 8 del decreto emergenze.

Xylella, la Uila Puglia al Ministro Lezzi

“Subito interventi di sostegno anche per i braccianti agricoli”

Al centro del dialogo tra istituzioni e componenti sociali dobbiamo sicuramente riportare l’uomo, inteso come lavoratore”. Le conclusioni del Ministro per il Sud, Lezzi, durante l’incontro con i sindacati delle imprese e dei lavoratori agricoli hanno ripreso e valorizzato l’intervento unitario di Fai, Flai e Uila pronunciato da Antonella Rizzo, componente della Segreteria Regionale Uila Puglia.

Ad oggi – ha esordito la Rizzo – quando si parla di Xylella in molti pensano solo ad  cimitero di ulivi che ha modificato in maniera indelebile il paesaggio pugliese. La filiera olivicola è stata compromessa e fortemente danneggiata nel settore sia della produzione che della trasformazione. Paesaggio, indotto e generazione di surplus economico: tutte verità che non esauriscono purtroppo i discorsi sugli effetti di questa catastrofica batteriosi. Come Uila Puglia, unitariamente a Fai e Flai abbiamo posto al centro della riflessione l’uomo, le famiglie il cui presente e futuro dipendono dal numero di giornate lavorative. I braccianti sono vittime in duplice maniera: hanno visto ridursi il numero di giornate e non possono usufruire degli ammortizzatori sociali. La filiera olivicola deve pensare a tutte le sue componenti attive e, quindi, sostenere anche ai lavoratori agricoli”.

Il bonus contributivo per i braccianti – ha continuato la Rizzo – copre soltanto il 2019. Ma non basta pensare a come attivare gli ammortizzatori sociali solo per il 2020. Si deve pensare ad azioni strutturali e non più congiunturali, perché non si potrà rigenerare il patrimonio olivicolo in una o due annate. La riflessione sul tema del lavoro agricolo deve essere più ampia e propositiva. Ad oggi chiediamo un cambio di passo su questo fronte”.

Durante l’incontro Antonella Rizzo ha declinato i dati che afferiscono i danni subiti dai lavoratori agricoli nella nostra regione. Da una verifica degli elenchi anagrafici annuali pubblicati dall’INPS emerge in maniera abbastanza evidente come il numero dei braccianti agricoli in Puglia abbia registrato un calo: da 186.349 del 2016 si passa a 180.966 del 2018. In soli due anni, nel settore agricolo, sono stati registrati 5.383 lavoratori in meno, un dato che evidenza con chiarezza i danni che la ‘Xylella’ (in Provincia di Lecce) e le ‘gelate’ di febbraio 2018 (che hanno colpito la Provincia di Bari, Bat e Foggia) hanno causato al lavoro agricolo. I dati, quindi, evidenziano con chiarezza le difficoltà che stanno attraversando i lavoratori agricoli del nostro territorio: nella sola Provincia di Lecce in soli due anni sono stati persi 1000 addetti. A questo si aggiunge anche che il numero medio delle giornate lavorate pro-capite è passato dalle 77,08 del 2016 alle 72,58 del 2018. Appare, quindi, evidente come non solo diminuiscono gli addetti, ma anche che chi faticosamente riesce a rimanere nel settore, vede ridursi il numero delle giornate lavorate”.

Noi riteniamo che sia fondamentale che i provvedimenti assunti si prolunghino nel tempo – afferma il Segretario Generela Uila Puglia, Pietro Buongiorno – la batteriosi ha prodotto effetti catastrofici sulla filiera olivicola nella sua globalità, pertanto bisogna intervenire su tutto il fronte, tutelando le migliaia di famiglie dei braccianti e lavoratori agricoli che hanno visto danneggiate dalla contrazione delle giornate lavorative. Chiediamo al Governo non solo di mantenere i propri impegni – conclude Buongiorno – ma anche di avviare una riflessione seria per l’attivazione di azioni strutturali che intervengano a compensare i danni delle sempre più frequenti emergenze derivanti dalle batteriosi e dalle calamità naturali. Non possiamo essere miopi dinanzi a questi fenomeni i: la contingenza e l’emergenza stanno mutando in normalità. Il comparto deve potersi adattare alle mutate condizioni intervenendo come già si sta facendo su nuove cultivar e sapendo di poter usufruire sia di misure strutturali di tipo compensativo, sia di azioni di investimento. Chiediamo al Governo di essere ricettivo su questo fronte, rendendosi disponibile ad aprire una discussione proficua su modifiche sostanziali alle condizioni di attivazione ed accesso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti del settore agricolo”.

La replica del Ministro Lezzi arriva durante le conclusioni: “Queste persone (i braccianti e lavoratori agricoli, ndr) le ho sulla coscienza. Su questo devo lavorare, affinché si trovino soluzioni normative nell’immediato e non solo”. Sulla stessa lunghezza d’onda la Sottosegretaria Pesce: “Il lavoratore deve stare al centro della riflessione e del dialogo. Un dialogo che deve vedere la Regione Puglia propositiva. Con il Ministro del Lavoro, Di Maio ho già discusso di andare in deroga alla legge 102. Bisogna lavorare tutti insieme con tempi certi in un’unica visione d’intenti.