È una battaglia impari, ma vale la pena di essere combattuta. Un tallone di ferro invisibile tiene sotto scacco una nuova classe di sfruttati: non si tratta dei soli giornalisti freelance o delle centinaia di collaboratori, perdono terreno e certezze anche i giornalisti con contratto a tempo indeterminato nelle redazioni, locali e nazionali, che un tempo erano una sicurezza. La crisi dell’editoria e l’indifferenza della politica sta devastando il giornalismo. Tra stipendi in ritardo, pagamenti sotto la soglia di povertà, “abusivismo giornalistico”, tagli all’editoria e redazioni che scompaiono la professione sta subendo duri colpi da almeno dieci anni. La politica ignorante degli slogan continua a spadroneggiare e si scambiano i tagli alla democrazia per tagli ai privilegi. La disintermediazione dominante sui social illude qualche venditore di pentole, che di tanto in tanto prende il potere, di poter fare a meno di professionisti affidabili (capaci di approfondire e verificare) su cui contare per distinguere le notizie vere da quelle false. Difendere la professione giornalistica è ancora una volta una questione di democrazia in un momento in cui si tende a sottopagarla e a renderla un hobby.

Esplodono i nuovi media, i giornali web locali raggiungono milioni di utenti e vengono utilizzati come un’Ansa locale dalle redazioni nazionali: il mondo del giornalismo sta cambiando. Il concetto di “gratuità” internettiana ha viziato il lettore, ma si possono trasformare le criticità in punti di forza. Internet ha bisogno di regole democratiche e di un maggior rispetto della proprietà intellettuale e della professione giornalistica. È necessaria una nuova visione e una legislazione più attenta e incisiva. Il sostegno all’editoria deve diventare soprattutto sostegno alla professione giornalistica e non a qualche imprenditore vicino al governo di turno. Sono tanti i temi da affrontare e i primi a svegliarsi devono essere proprio i giornalisti: la battaglia comincia dal basso, dal sindacato, con Assostampa. Partecipare, far sentire la propria voce è il primo passo da fare soprattutto per chi abita l’oscuro mondo dei media locali. Si sono concluse le votazioni dei delegati provinciali che si riuniranno a Bari, i giorni 13 e 14 dicembre, per il VIII Congresso regionale dell’Associazione della Stampa di Puglia. Volti nuovi e giornalisti di lungo corso, esperti di lotte sindacali, si preparano ad anni sempre più difficili con un unico obiettivo: difendere la professione giornalistica e la dignità di tanti lavoratori che operano nel campo della comunicazione.

La lista “Puglia controcorrente” ha eletto per i giornalisti professionali:

– Bari: Bepi Martellotta; Angela Balenzano; Alessandra Bucci; Vincenzo Chiumarulo; Mariateresa D’Arenzo; Anna De Feo; Lucia Del Vecchio; Antonio Di Giacomo; Teresa Fabbricatore; Vito Fatiguso; Michele Fortunato; Michele Frallonardo; Nico Lorusso; Rossella Matarrese; Francesco Monteleone; Giuseppe Pace; Leonardo Petrocelli; Francesca Russi; Patrizia Sgambati.

– Foggia: Rosalia Marcantonio; Nino Bruno

– Lecce: Marco Seclì, Fabiana Pacella, Gaetano Gorgoni, Gisella Della Monaca

Maria Pia Romano

– Taranto: Mimmo Mazza, Maristella Massari, Massimo D’Onofrio, Valeria D’Autilia

– Brindisi: Tea Sisto, Fabrizio Caianiello

Nella Bat: Vincenzo Rutigliano; Floriana Tolve; Giampaolo Balsamo; Paolo Pinnelli

Ecco i delegati per i giornalisti collaboratori:

a Bari: Mariateresa Amoruso, Valentino Sgaramella

a Foggia: Raffaele Fiorella

a Taranto: Doriana Imbimbo

a Brindisi: Federica Marangio

nella Bat: Pinuccio Pomo.