ROMA – Non c’è più nulla da fare per l’amministrazione di Carmiano: il governo ha deciso di sciogliere per infiltrazioni mafiose il Consiglio Comunale. Finisce qui il mandato del sindaco Giancarlo Mazzotta. Il Consiglio dei Ministri è stato convocato oggi, lunedì 2 dicembre, alle ore 20, a Palazzo Chigi, per l’esame del seguente ordine del giorno: provvedimenti a norma dell’art. 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali e sulla proposta di scioglimento di 4 enti locali, tra cui il Comune di Carmiano. Il governo non ha fatto sconti a nessun Comune. A settembre i commissari avevano consegnato al prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, una relazione di circa cento pagine che è stata inviata al Ministero con un parere favorevole allo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Un peso non indifferente in questa vicenda lo hanno avuto sicuramente le rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno gettato ombre sul sindaco.

A complicare il quadro il ciclone giudiziario sulla BCC e certe minacce in stile mafioso rivolte a Giancarlo Mazzotta, come la testa di maiale mozzata davanti alla sua porta di casa. Il sindaco si è sempre detto estraneo alle accuse e lontano da qualsiasi contesto mafioso. La Prefettura di Lecce ci è andata con la mano pesante e il commissariamento azzera tutto per 12-18 mesi, con possibile proroga fino a due anni. Tra i Comuni sciolti per mafia questa sera ci sono Africo (RC), Vittoria (RG) e San Giorgio Platani (AG). L’onta è si è abbattuta anche sulla città di Carmiano, dopo Parabita, Sogliano e Surbo. Adesso si attende il verdetto su Scorrano.