MAGLIE (Lecce) – A processo per molestie su alcune studentesse e una collega mentre il filone principale, su presunti episodi di violenza sessuale, si avvia verso l’archiviazione. Questo l’approdo investigativo delle indagini su un prete, professore di religione di un Istituto scolastico superiore di Maglie, inizialmente accusato di aver allungato le mani su alcune allieve. Il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, titolare del fascicolo d’inchiesta, ha emesso un decreto di citazione a giudizio a carico del sacerdote con l’accusa di molestie (articolo 660 del codice penale) per aver arrecato disturbi nell’apprendimento su alcune allieve mentre il troncone principale, salvo opposizioni delle parti lese, è destinato a rimpolpare i procedimenti archiviati.

Ovviamente con l’inizio del processo il prete potrà dimostrare la propria correttezza come uomo di chiesa e come insegnante anche per i reati marginali. Difeso dall’avvocato Luigi Corvaglia, continua a prestare servizio all’interno della scuola dove, in questi mesi comunque difficili, ha ricevuto il sostegno, la fiducia e la stima incondizionata da parte dei suoi colleghi. Le accuse, dunque, si ridimensionano. Inizialmente il prete era stato travolto da un vero e proprio tsunami giudiziario e mediatico alla luce della gravità delle contestazioni che gli venivano mosse da alcune studentesse della scuola. Ancora più gravi per un soggetto che, da anni, indossa con orgoglio l’abito talare.

A dare linfa alle indagini, avviate a giugno dello scorso anno, a ridosso con la fine dell’anno scolastico, erano state alcune segnalazioni prevenute ai carabinieri della Stazione di Maglie su presunte attenzioni sessuali del professore su alcune allieve. Alla spicciolata sono state sentite centinaia e centinaia di alunne come persone informate dei fatti e come potenziali persone offese. I contenuti degli ascolti sono risultati contraddittori. Alcune ragazze avrebbero confermato le “attenzioni” del prete nei loro confronti. Altre, invece, avrebbero fatto più di un passo indietro nei loro racconti mai cristallizzati in un indicente probatorio. In caserma, poi, sono stati sentiti anche professori e collaboratori scolastici e sono stati accuratamente visionati e spulciati i registri e gli orari delle presenze. Quanto emerso è stato un in quadro investigativo estremamente frastagliato e nebuloso tale da non poter essere sostenuto in un eventuale giudizio.

Da qui la richiesta di archiviazione per il reato principale e più grave. Rimane in piedi un’accusa marginale relativa a presunte molestie ai danni di alcune studentesse. Ma la portata delle iniziali accuse, dopo un’indagine lunga e scrupolosa, ne esce fortemente ridimensionata restituendo decoro e dignità ad un prete che, da anni, insegna religione in una scuola superiore della cittadina magliese.