Sonia Marra, l’imputato in aula si difende: “Le piacevo, ma non ho mai avuto con lei un rapporto sessuale”

PERUGIA/ SPECCHIA (Lecce) – Per l’accusa avrebbe ucciso Sonia Marra e ne avrebbe occultato il cadavere dopo avere scoperto una gravidanza indesiderata, ma lui continua a difendersi con fermezza, sostenendo di non avere mai avuto alcun rapporto sessuale con la studentessa salentina, originaria di Specchia, scomparsa nel nulla il 16 novembre 2006 da Perugia, città dove frequentava la Scuola di Teologia di Montemorcino.

Lo ha sostenuto nei giorni scorsi – davanti ai giudici della Corte di Assise del Tribunale di Perugia – il 37enne di Marsciano Umberto Bindella, ex guardia forestale, unico imputato per la morte della giovane specchiese, accusato di omicidio volontario, soppressione di prove ed occultamento di cadavere.

“Sapevo che piacevo a Sonia – ha raccontato ai giudici Bindella –ma non l’ho toccata. Una volta mi inviò un sms nel quale mi chiedeva di andare a trovarla perché stava male. In quell’occasione mi disse che le piacevo. Mi fece delle avances sul divano, poi finimmo in camera ma non ci fu un rapporto completo”.

In aula, l’altro ieri, durante l’interrogatorio dell’imputato, si è data lettura di una lettera che Sonia Marra inviò al Bindella un mese prima della sua scomparsa, il 15 ottobre 2006. Nella missiva, la salentina esprimeva sentimenti di grande affetto nei confronti dell’ex forestale: “mi piace sentirmi tra le tue braccia”, “ti ringrazio per avere dato un senso ai miei giorni, è bello svegliarsi la mattina e andare a letto pensando che esisti”. Sentimenti che il 37enne, professatosi sempre innocente, però, ha negato di avere mai provato.