Emma si è messa sotto la luce del sole. Questa è la prima caratteristica di “Essere qui”, il suo nuovo album da cui ha scelto di cancellare ogni traccia d’ombra: «Ho perdonato la parte più fragile di me», dice con coraggio, perchè per esporsi così ce ne vuole.

Nuove canzoni, scritte da autori molto apprezzati (tra cui Roberto Casalino,Dario FainiAmaraGiovanni CaccamoGiulia Anania), racconta chi è stata, chi è oggi e chi sarà per sempre. E in effetti l’essenza musicale vera di Emma emerge chiarissima anche dai nuovi brani, pur con tutte le differenze rispetto ai suoi lavori passati.

«Sono molto orgogliosa di me, delle persone che ho voluto per lavorare a “Essere qui”; sono convinta di tutte le scelte che ho fatto. In questo album mi racconto in modo onesto. Ci ho lavorato duramente per due anni, è stato un viaggio bellissimo. E ho lavorato anche interiormente: ho perdonato la parte insicura di me, che c’è anche se viene fuori meno. Ho scoperto anche parti di me che per fortuna non conoscevo; ad esempio, ho capito di avere pazienza. Sono una molto di pancia, invece adesso mi sono presa il mio respiro, come dico in “Sorrido lo stesso” (l’unico brano scritto anche da Emma, nda)».

Emma e “una scelta azzardata” (o forse no)

“L’isola” è il singolo che abbiamo già avuto modo di conoscere, attualmente nelle radio, e che suona diverso da tutti gli altri brani del disco: «Di solito si sceglie la canzone più rappresentativa di un lavoro, ma io non sono una discografica e sono un po’ matta. In “L’isola” ho una voce diversa e anche i suoni sono differenti dal resto delle canzoni. Questo è stato il primo brano che ho ascoltato due anni e mezzo fa ed è stato come se un fascio di luce mi avesse spaccato in due. “L’isola” ha indicato la strada da seguire con tutti gli altri pezzi. Non ho voluto tradire l’emozione e la spinta che mi ha dato questa canzone, per questo l’ho voluta come primo singolo anche se per molti era una scelta azzardata (“L’isola” è uno dei brani più trasmessi dalle radio, nda)».

Le canzoni suonano diverse tra loro «Perchè non mi sono mai voluta rinchiudere in un genere, e in questi brani infatti ne tocchiamo tanti. Uso un linguaggio nuovo, è stata fatta una ricerca minuziosa su tanti aspetti, è cambiato anche l’approccio con cui mi avvicino alle parole. È una cosa venuta naturalmente… Per fortuna ogni tanto queste cose succedono».

Allargando lo sguardo oltre l’album, «Io continuo a fare gavetta, non mi sento arrivata. Spero di non toccare mai un punto di arrivo perché allora significherebbe che non avrei più niente da dire».