LECCE – La vittoria del Pd in Provincia di Lecce, ente riconquistato dalla sinistra dopo un decennio, ha un retrogusto amaro per molti aderenti al partito guidato da Ippazio Morciano. Il patto con il destrorso Pippi Mellone non piace ai dem di Nardò. Eppure, lo schema è quello di Emiliano: il governatore vuole fare il bis ancorandosi a sindaci e movimenti civici, al di là dei colori politici e dei vecchi schemi. Sembra che Puglia Popolare voglia addirittura unirsi ad Andare Oltre per una corsa a supporto di Emiliano con lista unica alle regionali del 2020. Renziani e detrattori del governatore insorgono. Nella stessa giunta provinciale Piccione si ritrova con il suo nemico neretino di Andare Oltre: un paradosso che lo spinge a rinunciare alle deleghe. Anche Sergio Blasi scende in campo per bacchettare Stefano Minerva, presidente della Provincia fedelissimo di Emiliano.

“Mi chiedo da quando, all’interno del Pd provinciale, esprimere un dissenso di natura politica sia punito con l’allontanamento o l’estromissione da qualche incarico – attacca il consigliere regionale del Pd – Eventualità che il segretario Ippazio Morciano sembrerebbe intenzionato a perseguire (da quanto si apprende dalla stampa) nei confronti di Lorenzo Siciliano, reo di non condividere l’alleanza del centrosinistra provinciale con Andare Oltre. E mi chiedo quali difficoltà abbia il neo presidente della Provincia Stefano Minerva nel cogliere l’imbarazzo di chi, come Daniele Piccione, per coerenza e rispetto alla storia politica che rappresenta, non sia disposto a governare in Provincia con le stesse persone contro cui ogni giorno, nel proprio Comune, si oppone.

La politica non è una scienza esatta e non si pratica con le formulette. Siciliano, Piccione e tutto il Pd neretino hanno il sacrosanto diritto di dissentire da un accordo politico che non condividono. Di contro, è del tutto evidente che chi ha la responsabilità di guidare il partito, come appunto il segretario provinciale, ha il dovere di comprendere e tentare di appianare – non certo di punire – le contraddizioni cui vanno incontro alcuni territori di fronte a scelte politiche non del tutto ortodosse.

Mi permetto di ricordare che l’alleanza nella città di Lecce tra il centrosinistra e Andare Oltre è frutto di un accordo politico avvenuto alla luce del sole e successivamente sottoposto al giudizio dei cittadini nel ballottaggio tra Carlo Salvemini e Mauro Giliberti. Il che è notevolmente diverso da quanto è accaduto nelle recenti elezioni provinciali. Sindaci e consiglieri comunali, infatti, hanno votato Minerva come espressione del centrosinistra e non come garante dichiarato di un accordo con chi ancora oggi nega i valori dell’antifascismo e governa, in contrapposizione al Pd, nel Comune di Nardò. Tanto più che durante la campagna elettorale lo stesso Minerva ha sempre bollato come gossip politico l’alleanza con Andare Oltre e con Pippi Mellone. Il quale fino all’ultimo è stato uno dei principali interlocutori nel tavolo del centrodestra, poi abbandonato per ragioni di opportunismo politico.

Comprendo dunque le ragioni del centrosinistra di Nardò e le difficoltà espresse dalla sua comunità democratica e ritengo che Siciliano, Piccione e il dissenso politico che oggi esprimono all’interno del partito meritino più rispetto”.