PARABITA (Lecce) – Il 15 maggio del 1949 si celebrò a Parabita una grande cerimonia per l’incoronazione della Madonna della Coltura.

Per il settantesimo di quell’evento e su iniziativa dell’Ordine dei Padri Domenicani di Parabita, del Centro di Solidarietà “Madonna della Coltura” e della Sezione Sud Salento di Italia Nostra è stato organizzato un programma che si svolgerà dalle ore 18.30 con l’inaugurazione della mostra” ’a matonna senza peti”, riguardante la riproduzione delle iconografie della Madonna della Coltura realizzate tra il ‘700 e i primi del ‘900 prima della riscoperta del monolito su cui è affrescata la sacra effige.

All’inaugurazione interverranno Padre Francesco Marino, Rettore della Basilica-santuario di Parabita, Fiorentino Seclì, Responsabile del Centro di Solidarietà Madonna della Coltura e Marcello Seclì, Presidente della Sezione Sud Salento di Italia Nostra e curatore della ricerca iconografica e schedatura delle opere in mostra.

Alle Ore 19.00 nella Basilica-santuario sarà celebrata la S. Messa e – a seguire – “c’ero anch’io” con le testimonianze di alcuni cittadini che presero parte alla cerimonia del 1949 e la proiezione del filmato storico “Parabita di ieri, rivisitazione di una cerimonia”, un suggestivo documentario che ripercorre la cerimonia del 1949 ed una serie di aspetti della vita parabitana di quegli anni.

“vi era un nicchio grande con l’altare, ove sta cona con il busto

della Madre SS.ma con il puttino in braccio sopra pietra”

“Così venne descritta la Madonna della Coltura nel 1678 dal tabulario reale D.A. Sabatino quando l’immagine era ancora incorniciata nell’ogiva barocca collocata sull’altare maggiore di quel tempietto che poi, agli inizi del ‘900, venne demolito per costruirvi l’attuale santuario.

Di quell’edificio, a noi – dice il presidente della Sezione Sud Salento di Italia Nostra, Marcello Seclì – sono pervenute soltanto una suggestiva fotografia e quell’ogiva in pietra leccese che Giovanni Caggiula (abile artigiano del legno) in quegli anni pensò di recuperare e ricollocare sulla parete terminale del vano scala della sua abitazione applicandoci dentro la foto del busto della Madonna, così come fino ad allora era stata conosciuta.

Vent’anni fa quell’ogiva venne fortunatamente recuperata e poi sistemata nel Convento dei  Domenicani quale testimonianza tangibile di quel periodo in cui la sacra effige era conosciuta solo con il busto della Madonna ed il Bambino in braccio.

Infatti dal XVII sec.  fino al 1913 tutte le rappresentazioni della Madonna della Coltura erano costituite solo dal tronco  – né si sapeva che era dipinta su un monolito – tant’è che i fedeli, al momento della rimozione dell’ogiva ed avendoLa conosciuta sempre in quella versione, Le affibbiarono l’appellativo ‘a matonna culli peti.

Delle iconografie in cui la Madonna è ritratta dal solo busto c’è ne sono pervenute circa una ventina composte da disegni, reliquiari, affreschi, tempere, dipinti su tela e litografie che, insieme a quelle realizzate dopo la riscoperta del monolito, sono uno degli aspetti connotativi della storia e della cultura parabitana.

Con questa mostra si è inteso documentare quel periodo storico, che va dal XVII fino agli inizi del XX sec., durante il quale a Parabita si radicò il culto verso la Madonna della Coltura per cui, nel 1847, venne eletta compatrona della città!”.

PARABITA 1949 – 2019

70° ANNIVERSARIO dell’Incoronazione  del monolito della Madonna della Coltura

PARABITA – Mercoledì 15 Maggio 2019

 

PROGRAMMA

– ORE 16.30

Giardino dell’Incontro

Via Luigi Ferrari /P.zaRegina del Cielo

Inaugurazione della mostra “A matonna senza peti”

– ORE 19.00

Basilica-Santuario

CELEBRAZIONE DELLA S. MESSA

A SEGUIRE

“C’ero anch’io”

TESTIMONIANZE DI CITTADINI PARTECIPANTI ALLA CERIMONIA DELL’INCORONAZIONE DEL 1949

PROIEZIONE DEL FILMATO STORICO

Parabita di ieri: rivisitazione di una cerimonia