LECCE – Al Teatro Apollo si è tenuto nel pomeriggio il taglio del nastro delle tre giornate del Lavoro leccesi organizzate dalla Cgil sul tema del cambiamento. Lecce è la protagonista per il quarto anno consecutivo: oggi ospita oltre 2000 “addetti ai lavori” e circa 800 delegati. Tutte le istituzioni hanno risposto all’appello: la Regione Puglia, con Michele Emiliano, la Provincia di Lecce, con Stefano Minerva, il sindaco di Lecce, con Carlo Salvemini, e il governo, con il nuovo Ministro del Sud, Giuseppe Provenzano. A fare gli onori di casa, i segretari generali della Cgil Puglia e della Cgil Lecce, Pino Gesmundo e Valentina Fragassi. Come cambiare un paese a due velocità come l’Italia? “Non siamo disponibili a far saltare nemmeno un posto di lavoro al sud: abbiamo bisogno di investimenti per il Mezzogiorno, ma anche di spendere bene le risorse a disposizione” – spiega Maurizio Landini, che parla delle grandi vertenze in corso nel meridione.  

Il ministro del Sud ha parlato delle troppe disuguaglianze che pullulano nel Mezzogiorno. “Penso che il compito della politica oggi e della sinistra sia quello di non rassegnarsi alla fine del lavoro. Bisogna ripartire dal lavoro e puntare sulle specializzazioni. Il nostro governo ha un piano per il Sud, un piano per il lavoro. Conte si è impegnato su questo” – spiega Provenzano. Il ministro del sud parla dell’immigrazione dei ragazzi del Mezzogiorno e invita tutti a restare e a combattere. “Il governo può essere quello del cambiamento se rimette al centro il lavoro: i salari sono fermi da 20 anni. Sono necessari i rinnovi dei contratti. Evitare l’aumento dell’iva ha un valore sociale, ma dobbiamo anche cominciare ad affrontare un discorso di rotta”. Il ministro sottolinea il fatto che il governo è per la prima volta dopo anni sulla stessa lunghezza d’onda dei sindacati e afferma che nel piano del lavoro si vuol mandare in soffitta l’usanza degli appalti al ribasso, che finiscono per sfruttare i lavoratori (per garantire un lavoro pubblico a basso costo si taglia sul lavoro). Si parla anche di autonomia: Michele Emiliano spiega che la centralizzazione non funziona. Bisogna puntare sulle autonomie, secondo il presidente della Regione Puglia, ma prima è necessario garantire a tutti gli stessi servizi. Si parla di cultura, di cambiamento e dei buoni propositi di sempre. I sindacalisti bacchettano le politiche salviniane. Si gioisce per il nuovo governo, ma là fuori bisognerà fare i conti con Renzi e altre insidie. Con le diversità di due soggetti politici che si sforzano di mantenere un equilibrio difficile.