LECCE – Mario Spagnolo si sfoga, dopo mesi di silenzio. Il ben servito è arrivato agli inizi di settembre: via tutti gli uomini di Caroppo dai vertici locali leghisti e sostituzione con un numero consistente di personalità vicine al senatore Roberto Marti. Spagnolo, ex segretario cittadino che tuono contro il senatore leghista per la débâcle delle primarie leccesi, è stato punito così, mettendolo da parte, dopo un risultato deludente anche alle comunali. Ora lui si toglie i sassolini dalla scarpa.

“Al fine di evitare inutili fraintendimenti e dannose polemiche per la Lega, viste le continue sollecitazioni di amici che quotidianamente mi raggiungono, sono a precisare che non accetterò alcun incarico di partito a livello cittadino.

Ritengo doveroso fare questa precisazione per sgombrare il campo da ogni dubbio, dal momento che mi ritengo una persona limpida e trasparente. La chiarezza e la lealtà sono tutto!

Non condivido la gestione della Lega a livello locale ed è giusto che continui a dare il mio contributo, da semplice militante, al partito che ho costituito a Lecce.

I valori e gli ideali di Matteo Salvini, che gli Italiani stanno apprezzando per la loro concretezza e serietà, non possono essere né uno scudo personale né un taxi utile a raggiungere traguardi fissati da smodate ambizioni che nulla hanno a che fare con lo spirito di servizio necessario quando si decide di fare politica.

Se la Lega ha deciso di organizzarsi sul territorio in un certo modo e con certe persone bisogna prenderne atto e stare al proprio posto. Il mio, al momento, è quello di semplice attivista che magari in futuro, quando gli scenari saranno più chiari a tutti, da Roma a Lecce, potrà, se richiesto, anche assumere cariche di partito e dare la propria idea di gestione e organizzazione.

Ad oggi non sussistono le condizioni.

Il tatticismo, il politichese, la poca chiarezza non appartengono alla mia persona.

Le porte girevoli che si chiudono per chi crede davvero nella Lega e si aprono per chi pensa di essere al Circo Barnum, dove è possibile assistere allo spettacolo dei doppi e tripli salti mortali, saranno certamente la scenografia politica di riferimento per chi ora ha il banco e dà le carte. Non per me, né per molti di noi.

Abbiamo assistito in questi mesi alla paradossale situazione di figure politiche che parlavano in nome e per conto della Lega dopo aver sostenuto la Giunta di centrosinistra di Carlo Salvemini o dopo aver dato il proprio contributo alla vittoria di Stefano Minerva alla Provincia. La scelta a Lecce di impallinare alle Primarie il proprio candidato per accordarsi con gli altri competitor, o fingere di farlo per restare immobili, la dice tutta sulla nuova linea. Per non parlare poi dei risultati alle Comunali che sembrano l’altra faccia della medaglia rispetto agli accordi trasversali per le regionali 2020 di cui tanto si parla.

Non ci entusiasma un partito in cui si va avanti con scelte personalistiche e verticistiche prese nella hall di un albergo o nella saletta privata di un altro. Non ci piacciono quelli che promettono tutto a tutti per tenerli fermi e immobili. Abbiamo la fortuna di essere uomini liberi e come tali ci vogliamo comportare.

Ad oggi questa è la situazione e non sembrano esserci all’orizzonte immediati sviluppi positivi.

Perciò, per essere sempre trasparenti, come la nostra coscienza ci impone, abbiamo deciso di non accettare alcun incarico che potrebbe esserci proposto in seno al partito.

Saremo, come è nostro costume, leali, propositivi e collaborativi con il Simbolo. Matteo Salvini merita per il suo coraggio il nostro impegno indefesso. E noi saremo sempre con lui. Sempre e per sempre”.