Faccio l’Avvocato … e so bene cosa ho dovuto fare per arrivarci, anche perché non era la prima volta che mi cimentavo con un professione, esercitando anche quella di Commercialista da quasi trent’anni. E so bene, dicevo, cosa significhi, per uno studente di giurisprudenza, sentir dire: “Quando c’è un processo, ci sono anche reati colposi: per esempio, nelle stragi, nelle tragedie che ci sono, spesso non è che c’è qualcuno che voleva sparare ad un altro, c’è qualcuno che, però, ha fatto il suo lavoro male. Allora, quando il reato non si riesce a dimostrare il dolo e, quindi, diventa un reato colposo, ha termini di prescrizione molto più bassi”.

Flavio Carlino, Dottore Commercialista e Avvocato a Racale

Su questa “lectio magistralis” si è scatenato il finimondo. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo e quello di Napoli hanno chiesto le dimissioni del ministro. Probabilmente perché i professionisti forensi si sono sentiti offesi da cotanta “imprecisione”, dato che da un avvocato, soprattutto se è anche ministro della Giustizia, non ci si aspetta certi strafalcioni giuridici, poiché, un processo, intanto non “c’è”, ma si fa, se proprio non si vuol dire che si celebra. Così come non “ci sono anche reati colposi” ma si verificano anche reati colposi. E continua il ministro: “per esempio nelle stragi, nelle tragedie che ci sono”. Anche questa non sembra proprio una formula utilizzata dalla Suprema Corte, né dall’Accademia della Crusca. Sarebbe stato sufficiente dire “per i reati di strage” …. e così via.

Ma l’aspetto più dilettevole del Bonafede pensiero è come il ministro sia riuscito a sdoganare il reato di strage facendolo sembrare un semplice lavoro che, se fatto male, può essere anche considerato colposo, con la conseguenza che non sarebbe, probabilmente, più comminabile l’ergastolo ma, senza dubbio, una pena minore, magari “l’ergastolo meno un anno” che, onestamente, non so a quanti anni corrisponda. L’importante è che sia colposo.

Subito dopo le dichiarazioni di Bonafede a Porta a Porta, si sono riuniti i consigli di ogni Corte, di ogni Tribunale, ma nessuna di esse si è ancora espressa. Il caso è assai difficile, in quanto il delitto di strage, fino a qualche giorno fa considerato dai giuristi reato di pericolo a dolo specifico, potrebbe, dopo l’approvazione della riforma Bonafede, essere considerato semplicemente reato colposo. E le Corti dei Tribunali non se la sentono di arrivarci per ultime. Il ministro potrebbe aversela a male.

Per non parlare del fatto che con una fava prenderemo due (o tre) piccioni, per dirla con i nostri antenati. Così, con la riforma in questione, risolveremo non solo il problema della giustizia, ma anche quello del welfare e dell’occupazione. Dall’entrata in vigore della riforma, infatti, chi non saprà che fare, potrà dedicarsi alle stragi, tanto se qualcuno farà male il proprio lavoro, non verrà licenziato, ma, al massimo, accusato di strage colposa.

Quanto all’ultima frase del ministro a cinque stelle, per essa può intervenire solo l’Accademia della Crusca. Eccola: “Allora quando il reato non si riesce a dimostrare il dolo e, quindi, diventa un reato colposo, ha termini di prescrizione molto bassi”. Non me ne vogliano i colleghi Avvocati, ma prima va risolta una questione che risulta essere propedeutica: quella sintattica. E dato che io personalmente di sintassi ne conosco solo un paio, quella della frase semplice, cioè l’analisi logica della proposizione e quella della frase complessa, ovvero l’analisi logica del periodo, non sono in grado di riconoscerne una terza se non coinvolgendo i Professori dell’Accademia della Crusca,  perché, a parte la costruzione della frase nella quale non si capisce quale sia la testa e quale la coda, un “termine più basso” non l’avevo mai sentito. Sarà perché da sempre ho pensato che un termine prescrizionale fosse solo lungo o breve. Ma che fosse anche di un metro e dieci centimetri piuttosto che di un metro e ottanta non lo sapevo. Non si finisce mai di imparare.

Insomma, amici e colleghi miei, cosa dire. Ha parlato un ministro a cinque stelle, mica uno a due stelle. Vi prego di ascoltarlo con attenzione, perché solo in tal modo potrete impedire ai vostri figli di fare altrettanto. Ad maiora semper ………. aut nunquam?????!!!!!!