SCORRANO – Lo avevamo già annunciato: la relazione della Commissione prefettizia non dava chance al sindaco. Il giorno nero per la città guidata da Guido Stefanelli è arrivato oggi, venerdì 17 gennaio del 2020: il Consiglio dei Ministri, adeguandosi alla relazione del prefetto leccese, Maria Teresa Cucinotta, ha dato il via libera al commissariamento del Comune per infiltrazioni mafiose.
In circa 
3 anni sono stati sciolti i Comuni di Parabita, Carmiano, Surbo, Sogliano Cavour e Manduria in provincia di Taranto. Segnali allarmanti per la comunità salentina, visto che la procura leccese continua a puntare il dito su presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nelle amministrazioni locali. In mattinata, alle 11 circa, dal Consiglio dei Ministri arriva la notizia: Scorrano avrà a breve un commissario prefettizio. Poco tempo prima era toccato al Comune di Carmiano. A norma dell’articolo 143 del testo unico degli enti locali “lo scioglimento è disposto dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’ Interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri entro il lasso di tempo di tre mesi dalla trasmissione della relazione sottoscritta dalla Commissione d’indagine, che viene nell’immediato trasmessa alle Camere”. La Commissione prefettizia inviata per verificare se esistessero i presupposti del commissariamento per infiltrazioni mafiose ha riscontrato situazioni poco chiare e lo ha messo nero su bianco nella sua relazione, che dopo essere passata dalle mani del prefetto è stata inviata al Ministero: il Consiglio dei Ministri oggi ha deliberato senza tradire quella relazione. A Scorrano sono esplose le polemiche in questi mesi: la presidente del Consiglio De Cagna si è dimessa invitando anche il sindaco a lasciare il suo posto. Ma la maggioranza ha fatto scudo ed è scesa in campo per difendere il primo cittadino, nonostante i consiglieri che dovevano sostituire i dimissionari si fossero rifiutati di accettare la nomina.

Com’è avvenuto a Carmiano e Parabita, anche il sindaco di Scorrano ha provato a resistere, ma non ha potuto fare a meno di far cadere l’onta dello scioglimento sulla città. Le indiscrezioni avevano già anticipato tutto. Secondo gli inquirenti, il clan teneva sotto scacco il sindaco tanto da minacciarlo con un fucile per gli intoppi burocratici su alcuni appalti: presunte intimidazioni mai denunciate. I malavitosi, secondo la ricostruzione degli inquirenti, erano imbestialiti perché gli appalti promessi in campagna elettorale non arrivavano. Il sindaco Guido Nicola Stefanelli è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: per questo reato non è necessaria la prova di aver fatto un favore, basta provare delle “connessioni”, che il primo cittadino nega fortemente. Il sindaco ha parlato di fatti inesistenti e di equivoci (“Chiedevo i voti ai miei concittadini, ma mai a personaggi della criminalità”) chiarendo la propria posizione e ribadendo la propria fiducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura. Il ciclone giudiziario che si è abbattuto su Scorrano prende il nome dall’operazione “Tornado”, che ha consentito di spazzare via un agguerrito sodalizio criminale, che avrebbe imposto il proprio dominio e monopolio nello spaccio di droga ricorrendo spesso all’uso della violenza.

Dalle 11 di questa mattina il sindaco non risponde al telefono: è possibile che scelga la strada del ricorso, come fece il sindaco di Parabita. L’opposizione    infierisce: “È un fatto triste e grave per tutta la nostra comunità, che segnerà inevitabilmente il corso e la storia politica di Scorrano – commenta l’avvocato Mario Blandolino – Per lungo tempo si è sperato che non si verificasse tale situazione ma purtroppo le responsabilità politiche erano chiare sin dall’inizio. Forse tutto questo si sarebbe potuto evitare con una immediata presa di coscienza e un passo in dietro da parte del sindaco. Adesso si apre una stagione nuova per il nostro paese che molto probabilmente comporterà dei sacrifici per i cittadini e per tutto il tessuto economico e sociale, ma Scorrano ha nel proprio seno tutte le prerogative possibili ed immaginabili per una rinascita politica economica e culturale. È auspicabile che si apra sin da subito un confronto politico tra le tante forze positive presenti indirizzato ad ottenere un immediato riscatto sociale della nostra comunità!“.