LECCE – Sabato 18 gennaio 2020, alle ore 18, a Lecce, presso la Sala Conferenze dell’ex Convento dei Teatini (via Vittorio Emanuele II, 25), con il patrocinio del Comune di Lecce, in collaborazione con Musicaos Editore e Università del Salento, si terrà la prima presentazione ufficiale del volume “Poesie”, di Vittorio Pagano, edito da Musicaos nella collana “Novecento in Versi e in Prosa”, diretta dal professor Antonio Lucio Giannone, e curato da Simone Giorgino.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, di Fabiana Cicirillo, Assessore alla Cultura, e di Fabio Pollice, rettore dell’Università del Salento. A seguire gli interventi di Antonio Lucio Giannone (Docente di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università del Salento, direttore della Collana “Novecento in Versi e in Prosa”, che ospita il volume “Poesie” di Vittorio Pagano), Simone Giorgino (Coordinatore del Centro PENS (Poesia contemporanea e Nuove Scritture) dell’Università del Salento, curatore del volume “Poesie” di Vittorio Pagano), Maria Occhinegro, già docente di Letteratura Italiana e Latino presso il Liceo Classico “G. Palmieri” di Lecce, Luciano Pagano, editore. Testimonianze e letture saranno a cura di Simone Franco, attore e regista, Stefano Pagano, figlio di Vittorio Pagano e Marcella Romano, Fabio Tolledi (Direttore Artistico “Astragali Teatro” – Vice Presidente del Network Mondiale dell’ INTERNATIONAL THEATRE) INSTITUTE – ITI UNESCO)

Il programma della serata si articolerà con interventi volti a sottolineare i contenuti del volume, il legame tra l’opera del poeta Vittorio Pagano e la città di Lecce. Nel volume sono raccolte, per la prima volta insieme, tutte le raccolte edite in vita da Vittorio Pagano, ovvero: Calligrafia astronauticaI privilegi del poveroMorte per misteroZoogrammi. Vittorio Pagano nasce a Lecce un secolo fa, il 28 settembre del 1919. La figura di Vittorio Pagano, centrale nella cultura leccese e non solo, riuniva nella stessa persona la passione per la poesia, la letteratura, e l’operatività culturale sul territorio, per il quale le molteplici attività di traduttore, editore, con Il Critone, consentirono alla città di Lecce, nel periodo in cui furono attivi gli intellettuali a lui vicini, di non essere periferia, ma centro propulsore di numerose attività culturali. Assume quindi un carattere e fortemente simbolico il fatto che il suo corpus poetico, nella sua interezza, torni a essere letto e venga presentato per la prima volta, in assoluto, nella città di Lecce.

Vittorio Pagano (Lecce, 1919 – ivi 1979) è stato l’ultimo custode di una koiné ermetica in un’epoca, fra il secondo dopoguerra e la fine degli anni Sessanta, segnata da tante adesioni o conversioni al neorealismo prima, e dall’emersione delle istanze neoavanguardistiche poi; ed è stato un abile cesellatore delle forme chiuse quando ormai si iniziava a diffondere un dettato sempre più lasco o magmatico. La sua poesia innestava nella grammatica ermetica, alla quale si avvicinava con reverenza e devozione, inquietudini rivenienti da una lunga confidenza con la letteratura francese medievale, con Villon e con i Maudits, di cui fu apprezzato traduttore, riaggiornando con una sensibilità tutta contemporanea, e senza castrare la sua naturale inclinazione a un virtuosismo formale funambolico, un ricco repertorio di allucinate perlustrazioni urbane, malinconie e perdizioni, ricucite addosso a un soggetto lirico perennemente scisso e decentrato, polveroso superstite di una turris eburnea ormai in macerie. Il presente volume raccoglie, a cento anni dalla nascita e a quaranta dalla scomparsa, tutte le opere poetiche pubblicate in vita, ormai da tempo irreperibili: Calligrafia astronautica (1958), I privilegi del povero (1960), Morte per mistero (1963) e Zoogrammi (1964).