PUGLIA – Ormai non è più un retroscena che ripetiamo ad ogni articolo sul centrosinistra pugliese: Matteo Renzi in persona conferma quello che abbiamo sempre scritto su questo giornale, cioè che è tutto pronto per far scendere in campo un candidato di centrosinistra alternativo a Emiliano. Si tratta di un colpo di scena che fa gongolare il centrodestra. Teresa Bellanova aveva avvertito Zingaretti: “Mai con Emiliano: ritirate i vostri candidati dalle primarie pugliesi e troviamo un’alternativa insieme”. Ma le primarie ora sono già fatte e hanno partecipato tre candidati di differenti aree. Il fatto di aver perso 55 mila votanti dà nuova linfa ai renziani, ai vendoliani e a Stefano, che tornano all’attacco. Il compito più difficile per Emiliano è disinnescare la rottura: dovrà cercare di scendere a patti con i renziani, ma sarà molto difficile.

“La Puglia di Emiliano è l’emblema dell’alleanza culturale con il grillismo: Ilva, Tap, la Xylella, la Banca popolare di Bari che non doveva diventare una Psa. In Puglia noi presenteremo un candidato diverso da Emiliano”. Sono le parole di Matteo Renzi a “L’aria che tira” su La7.
Ma il nome del candidato è ancora top secret. “Lo annunceremo a febbraio, dopo le elezioni in Emilia” -spiega l’ex premier, che esclude che possa scendere in campo la ministra Teresa Bellanova”.

A dar man forte a Renzi ci pensa Della Vedova: “Io credo che Renzi abbia ragione e che sia necessario costruire in Puglia un’alternativa tanto al fronte sovranista e nazionalista di Salvini e Meloni, quanto al populismo a Cinque Stelle de facto di Michele Emiliano. La scelta del PD di confermare la candidatura del governatore uscente apre uno spazio in cui le forze europeiste, liberaldemocratiche, come Piu’ Europa, Italia Viva e Azione di Calenda, hanno l’obbligo di competere”. Lo ha detto il segretario di Piu’ Europa, Benedetto Della Vedova, in un’intervista Radio Radicale. “Credo quindi che la scelta di Matteo Renzi e di Italia Viva, se confermata – prosegue – apra una prospettiva chiarissima a cui Piu’ Europa, nei tempi e nei modi consoni, rispondera’ positivamente. Costruiamo un’alternativa europeista e liberal democratica tanto al populismo di sinistra, se quella e’ la deriva del PD, quanto naturalmente e prioritariamente – ha concluso Della Vedova – al nazional populismo di Salvini e Meloni”.

Ci sono già le prime reazioni alle parole di Renzi. Ernesto Abaterusso capogruppo Leu in Consiglio regionale e segretario pugliese di Articolo Uno ci va giù duro contro il duo “Renzi-Bellanova”, “che vuole consegnare la Puglia a Salvini”: “Le dichiarazioni odierne del distruttore del centrosinistra nazionale di volere un candidato che spacchi la coalizione in Puglia nella speranza di far perdere Emiliano ha un solo significato: tifare apertamente per Salvini. Lo si era già capito dalle ripetute dichiarazioni della sua ventriloqua Bellanova, talmente legata ai problemi della Puglia che nelle ultime elezioni politiche è dovuta scappare in Emilia-Romagna per farsi eleggere, novello cavallo di Caligola. Evidentemente non aveva tanta fiducia nel fatto che i pugliesi la amassero così tanto. Oggi, dopo aver disastrato il centrosinistra nazionale, il duo si trasforma in killer della Puglia. La politica in tutto ciò conta poco, il loro è solo odio e desiderio di vendetta. Ma, sappiano il distruttore e i suoi complici, che i pugliesi non hanno l’anello al naso e sapranno dare risposte adeguate. La Puglia non torna indietro! Le sorti della nostra regione non le decidono né Renzi né la Bellanova, ma i pugliesi i quali, proprio come gli elefanti, sono intelligenti e hanno la memoria lunga”.

Intanto si fa risentire, però con toni concilianti, anche Michele Emiliano con un post su Facebook, consapevole che dovrà essere molto diplomatico per convincere i renziani a fare marcia indietro: “Dopo le primarie del 12 gennaio non abbiamo paura di niente. Abbiamo dato vita ancora una volta a una giornata dedicata alla bellezza della politica. Non sono sorpreso che qualcuno non si senta parte di questa comunità. Lo sapevo da tempo e per questo avevo voluto a tutti i costi le primarie, nonostante fossi il presidente uscente, per impedire alle nostre divisioni umane di prevalere sull’unità di questa comunità.

Una forza che si esprime nell’unità di migliaia di persone che hanno partecipato alle primarie, nei sindaci che governano le nostre città, nelle piazze che si mobilitano contro la mafia, nei giovani che sfilano per difendere l’ambiente, nella marea di sardine che dicono no alla cultura leghista e razzista.
Noi andremo avanti con il contributo di tutti i pugliesi, perché la Puglia non può essere fermata da niente e da nessuno. Rimaniamo aperti al mondo e alle persone che amano questa regione”.