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Torna a suonare l’organo ottocentesco del De Micheli, sabato 22 febbraio alla Chiesa Parrocchiale di Racale

di Marcella Negro

RACALE (Lecce) – Dopo quasi cinquantanni di silenzio tornerà a suonare l’organo ottocentesco di proprietà della Confraternita dell’Addolorata di Racale costruito dal maestro organaro Vincenzo De Micheli di Maglie.

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Il progetto che da diversi anni è in cantiere giunge così a conclusione dopo varie vicissitudini riportando all’intera comunità parrocchiale e cittadina un’opera artistica di grande valore che rappresenta un pezzo di storia della città di Racale e della sua sensibilità religiosa.

L’organo, è stato ricollocato nella navata laterale sinistra della Parrocchia della Beata Vergine Maria Addolorata e sarà utilizzato per concerti di varia natura e per alcune liturgie collegate ai tempi forti della Confraternita, quali il Solenne Settenario dell’Addolorata che per tradizione viene tenuto dal venerdì della settimana antecedente alla Pasqua.

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La direzione ed il coordinamento del restauro è stata affidata dal precedente Priore della Confraternita Sig. Jules Giorgio Mastrobisi all’equipe del Professor Giuseppe Maria Costantini composta per l’occasione come di seguito riportato:

EQUIPE DI RESTAURO DELLO STRUMENTO

(in ordine alfabetico)

  • Giuseppe M. Costantini, RBC – Curatela progetto integrato, Coordinamento e direzione fase operatoria
  • Emanuele Manni, falegname /ebanista

doratore – Opere diverse dal restauro su cassa e superfici decorate

  • Maria Pia  Mastroleo, tecnico del restauro Dott. Conservazione BB.CC. – Restauro cassa e superfici decorate
  • Daniele Michelotto, organaro e RBC/organaro Restauro meccanica strumento
  • Giovanni Quarta, ricercatore IBAM-CNR di Lecce – Indagini diagnostiche
  • Jolando Scarpa, organista e musicologo – Materie acustico-musicali

Il Priore della Confraternita, Maurizio Orlando spiega che il restauro del bene è costato 49.000,00 Euro, di cui 12.000,00 Euro finanziati dalla CEI ed i restanti 37.000,00 versati dalla Confraternita. Bisogna sottolineare che l’enorme sforzo finanziario è stato reso possibile gestendo in un periodo di lungo termine i tempi del restauro (circa quattro anni) e di conseguenza allungando tutti i pagamenti che unitamente ad una oculata gestione finanziaria sono divenuti abbordabili e gestibili.

Di vitale importanza è stato il prezioso aiuto di alcuni benefattori che hanno contribuito in modo determinante alla buona riuscita  di numerose attività della Confraternita.

 

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