VENEZIA – Al festival internazionale del cinema sarà presentato un docu-film per ricordare e riflettere, con tutti i protagonisti della battaglia contro il COVID-19. Tra i protagonisti di questo racconto spicca anche cittadino onorario di Lequile, dottor Giuseppe De Donno, noto per il protocollo del plasma iperimmune, oggi utilizzato in tutta la Puglia. Una cura apprezzata sul Nature e che anche il professor Pierluigi Lopalco ha definito efficace insieme ad altre armi contro il SARS-CoV-2. Il film è scritto e diretto da Giuseppe Aquino. Il documentario è particolarmente forte ed entra nel giorno 8 marzo in quarantena totale come da decreto DPCM esecutivo ed immediato.
Si esce di casa solo per necessità e con l’autocertificazione. Passare da una regione all’altra diventa un reato penale.Tutti sono colpiti. Nessuno è indenne. Come mai successo nella storia contemporanea, non ci sono differenze di ricchezze, di povertà o di potere: bisogna rimanere dentro casa e arrangiarsi per sopravvivere con quello che si ha. La sensazione immediatamente percepita è che sei solo e impaurito. Lo sei in famiglia, con gli amici, con i tuoi colleghi, nel tuo appartamento e ti senti circondato dall’incertezza. I media incalzano notizie tragiche, sempre più tragiche ogni giorno che passa. Il solo andare a fare la spesa ti fa sentire l’eroe del tuo nucleo.

Il film racconta questo momento epocale attraverso l’uomo con tante storie di persone e famiglie diverse. Questo è un film verità che mette a confronto l’uomo con un grande dramma. Tra paure ed incertezze, fragilità e dolori, le persone vivono la loro quotidianità. Le loro storie sono diverse ma unite da un filo conduttore, quello della quarantena. Dall’avvocato al medico, dalla coppia di sposi all’infermiera, dalla studentessa all’operaio, tutti affrontano un periodo altamente incerto. Ma tra le difficoltà dei distanziamenti sociali, tra le ore passate al telefono, in ospedale, in famiglia, in isolamento sociale, traspare una cosa bellissima: la ricerca continua di sostenersi a vicenda, di tenere salda la speranza.