NARDO’ (Lecce) – Tre indagati per presunti accessi abusivi nei computer della Guardia di Finanza. Visure di servizio utilizzate per finalità private. C’è la richiesta di rinvio a giudizio per un luogotenente in servizio presso il Nucleo di Polizia Tributaria di Lecce. Si tratta di M.D.B., 62 anni, di Nardò. Il militare è accusato di accesso abusivo al sistema informatico aggravato. Risciano il processo anche il figlio, G.D.B., di 25 anni e la nipote, V.M., di 39. I nomi dei tre parenti compaiono nella richiesta di rinvio a giudizio a firma del sostituto procuratore Massimiliano Carducci. L’udienza preliminare è prevista per gli inizi di luglio davanti al gup Cinzia Vergine.

L’accesso nei dispositivi informatici risale al 15 febbraio del 2016. D.B., con un complice non identificato, avrebbe sbirciato i sistemi di interesse pubblico. Il militare, abilitato  ad accedere al sistema SER.P.I.CO  dell’Anagrafe Tributaria, si sarebbe avvalso della complicità di un collega non identificato per accedere al sistema informatico Sister dell’Agenzia delle Entrate. In questo modo avrebbe stampato e scaricato visure telematiche esenti dal pagamento dei diritti trasmesse per email alla società Tergeste srl gestita insieme al figlio e alla nipote legate a clienti e potenziali clienti che si occupava di altri servizi di sostegno alle imprese solo apparentemente destinate alla Guardia di Finanza.

Il luogotenente risponde anche di truffa aggravata. D.B. avrebbe infatti utilizzato i sistemi informatici durante l’orario di lavoro per fini esclusivamente personali raggirando il Corpo della Guardia di Finanza sull’effettivo svolgimento dell’attività lavorativa nelle ore di servizio così come invece risultata sui fogli di servizio. In tal modo D.B. sarebbe stato retribuito anche per le porzioni di tempo sottratte alle ore di lavoro.  C’è una terza accusa che pende sul capo del militare che è quella di violata consegna da parte di militare di servizio.

L’indagine è stata avviata dopo un’informativa della Guardia di Finanza di Gallipoli e dei colleghi della Compagnia di Lecce. Una nota è stata anche inoltrata alla Procura Militare della repubblica di Napoli. Subito dopo l’avviso di conclusione, il militare è stato interrogato e, a sostegno della propria innocenza, ha anche depositato una memoria difensiva. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Bonsegna, Antonio Palumbo e Tommaso Valente.

Francesco Oliva