di Francesco Oliva

SPECCHIA (Lecce) – La Procura dei Minori chiude le indagini su Lucio, il 18enne di Montesardo salentino, accusato di aver ucciso la fidanzata Noemi Durini studentessa di 16 anni di Specchia con la notte del 3 settembre scorso nelle campagne di Castrignano del Capo. Nell’avviso, a firma del Procuratore capo Maria Cristina Rizzo e del sostituto procuratore Anna Carbonara, compaiono le accuse contestate al giovane. Uno sbocco investigativo prevedibile alla luce dello stato di detenzione del giovane sempre detenuto nel carcere di Quartucciu ma che non preclude ulteriori sviluppi. Le indagini della Procura ordinaria coordinate dal sostituto procuratore Donatina Buffelli proseguono. Nel registro degli indagati compaiono i nomi di Fausto Nicolì, meccanico di Patù di 48 anni, con l’accusa di omicidio volontario e del padre di Lucio per il reato di occultamento di cadavere.

La posizione di Biagio è al vaglio degli inquirenti. Nell’interrogatorio del 30 marzo scorso Lucio ha tirato in ballo il genitore nelle fasi di occultamento del cadavere di Noemi. Un’accusa sulla cui fondatezza potranno avere un peso specifico gli esiti della consulenza depositata nei giorni scorsi dal maresciallo del Ris Vincenzo Verdoliva che ha eseguito accertamenti di tipo biologico, genetico e molecolare su tutti i reperti sequestrati e sulla scena del delitto. Nel fascicolo, poi, è confluita anche la consulenza informatica eseguita dal consulente Claudio Leone che si è soffermata sul traffico telefonico degli indagati e delle persone informate dei fatti, sul contenuto delle telefonate e dei messaggi intercorsi e sulla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza lungo il tragitto compiuto dal killer insieme a Noemi.

Il delitto rappresenta una delle pagine più cruente della cronaca nera salentina con una vasta eco sull’intero territorio nazionale. Noemi, una giovane e bella ragazza della nostra terra, venne prelevata da casa nel cuore della notte del 3 settembre scorso. Salì in auto, secondo la ricostruzione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce, una Fiat 500 condotta da Lucio per poi raggiungere una campagna nell’estremo sud della penisola salentina dove la giovane sarebbe stata uccisa con un coltello da cucina (mai ritrovato) e con alcune pietre. Poi il suo corpo venne sepolto sotto un cumulo di pietre di un muretto a secco che, per dieci giorni, rappresentò la sua tomba. I militari, supportati dai colleghi della locale stazione, avviarono le ricerche dopo due giorni. La madre, allarmata, raggiunse la caserma dei carabinieri di specchia per denunciare la scomparsa della figlia. Già in altre occasioni, Noemi si era allontanata da casa ma mai per più giorni.

Da subito, la madre di Noemi ha puntato il dito contro Lucio additando il fidanzato come il responsabile della scomparsa della figlia. Nei primi ascolti in caserma il giovane non ha collaborato con i carabinieri per poi crollare in un lungo interrogatorio consentendo agli investigatori di ritrovare il corpo della giovane sepolto sotto le pietre. Dopo il ritrovamento del cadavere tra le famiglie di Noemi e di Lucio sono volati strali, accuse e minacce. I genitori della studentessa di Specchia hanno più volte sollevato dubbi sul ruolo del padre di Lucio in tutta questa vicenda mentre dai genitori del ragazzo è arrivata una sorta di protezione nei confronti del figlio. Sono emerse altre verità nel tentativo di depistare le indagini e inquinare le prove.

Come l’ipotesi che Noemi volesse sterminare la famiglia di Lucio contraria alla relazione; un nuovo soggetto collocato sul luogo dell’omicidio tirato in ballo dal 18enne dopo quattro mesi di detenzione per ripulire la propria immagine e scaricare le colpe su altri; la presenza del padre del giovane nelle campagne di Castrignano per nascondere il cadavere. Una vicenda piena di veleni, contrasti, dissapori, tensioni tra due nuclei familiari in perenne conflitto in cui, alla fine, a pagarne le conseguenze peggiori sarebbe stata la sola Noemi con la propria vita. Il giovane, capace di intendere e di volere al momento del fatto così come stabilito da una consulenza, è difeso dall’avvocato Luigi Rella e Paolo Pepe. Il padre di Lucio, da Luigi Piccinni e Stefano De Francesco. La madre, la sorella e il padre di Noemi da Mario Blandolino e Francesco Zacheo. mentre Fausto Nicolì da Luca Puce.