LECCE – “La vertenza Tundo, che riguarda diversi servizi di trasporto per conto della ASL Lecce, va risolta al più presto. L’azienda sanitaria vuole vederci chiaro e per questo ha riconvocato la ditta e i sindacati di categoria per lunedì 24 settembre 2018, alle ore 12 in Direzione Generale”. Comincia così il comunicato dell’Azienda Sanitaria Leccese, che vuole chiarimenti sulla vertenza Tundo. 

Nel precedente incontro, datato 6 settembre, la Ditta si era impegnata a pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti e l’ASL aveva rimarcato la necessità, prevista contrattualmente, di assicurare con puntualità tali pagamenti, in modo da scongiurare ritardi procedurali, disservizi e conseguenti disagi per la collettività. L’impegno, a quanto è dato sapere, sarebbe stato adempiuto solo parzialmente.

Di qui la nuova convocazione che, temporalmente, segue i contatti che la ASL Lecce ha già avviato con la Direzione Territoriale del Lavoro, prima per chiedere un’opportuna verifica della situazione ai sensi di legge, poi per sollecitare i controlli propedeutici all’attivazione della procedura di “pagamento sostitutivo” degli stipendi dei lavoratori da parte della stazione appaltante, così come previsto dal nuovo Codice degli Appalti.

“Nel caso, infatti, che non si trovasse una soluzione definitiva e duratura, per i dipendenti e per il servizio stesso, la ASL Lecce potrebbe provvedere direttamente ai pagamenti. Una decisione, in ogni caso, sarà presa lunedì dopo aver ascoltato le parti e chiarito ogni particolare della vicenda”.

L’INTERVENTO DELL’AVVOCATA DELLE DITTE SUBAPPALTATRICI, MARTA D’OSTUNI

Avvocata, l’Asl ha convocato un incontro per lunedì per vederci chiaro. Quale sarà la sua linea in quell’occasione?

“L’incontro di lunedì prossimo è stato richiesto sicuramente dalla Filt – Cgil di Lecce che ormai da mesi sostiene la posizione dei dipendendi della Tundo. Posizioni che seppur similare a quella delle associate in ATI è pur sempre differente da un punto di vista giuridico. La Filt – Cgil proprio nei giorni scorsi ha richiesto un intervento dell’Asl, in qualitá di stazione appaltante, al fine di verificare se ci sono i presupposti di legge per sostituirsi alla Tundo nei pagamenti dei dipendenti. Se l’invito verrà esteso anche alle associate in ATI o se l’Asl intenderà convocarci in altra sede, la mia linea sarà quella di portare avanti le posizioni delle mie assistite continuando a tutelare i loro interessi in tutte le sedi giudiziarie, nell’attesa che l’Asl di Lecce concluda l’iter preparatorio attivato da qualche settimana per indire una nuova gara”.

La ditta si difende spiegando che devono concludersi i controlli amministrativi per due ditte: gli altri 8 sono stati pagati…

“Nulla di più infondato. I controlli amministrativi sono stati eseguiti dall’Asl di Lecce lo scorso ottobre, a seguito dell’illegittimo esonero disposto dalla Tundo nell’agosto 2017 nei confronti delle associate in ATI, e si è concluso positivamente per le mie assistite – Ditta Antonazzo e Nicolì – tant’è che abbiamo ottenuto il placet dell’Asl per proseguire l’esecuzione dell’appalto. Chi non ha ancora adempiuto alla richiesta rivolta dalla stazione appaltante di indicare in che modo intendesse la capofila proseguire l’appalto con le associate, è stata proprio la Tundo. A ciò aggiungasi che subito dopo aver inoltrato le prime diffide ad adempiere, l’ Ing. Tundo ci comunicò che avrebbe provveduto a pagare tutto il dovuto solo dopo essersi nuovamente accertato – a distanza di appena cinque mesi dal precedente controllo- che la Ditta Antonazzo e Nicolì possedevano ancora i requisiti di legge per poter continuare l’esecuzione dell’appalto. Anche questa volta abbiamo dimostrato prontamente a Tundo di essere ancora in regola e nonostante lo stesso Tundo lo abbia confermato, impegnandosi a rientrare nei pagamenti quanto prima, nulla è stato ad oggi pagato e siamo stati costretti ad adire il Tribunale con la richiesta dei decreti ingiuntivi. Per quanto riguarda, poi, le altre associate i controlli hanno riguardato anche loro lo scorso ottobre, e anche loro sono state reintegrate nel servizio dal 01.01.2018. Il pagamento nei loro confronti, a quanto ci risulta, è fermo ad alcuni acconti saltuari sulle pregresse mensilità. Si tratta di elemosinare soldi che sono stati lavorati legittimamente e che viceversa non sono “congelati” nelle casse della Tundo, ma trattenuti illegittimamente a danno di chi continua a lavorare nonostante tutto”.

Ci sono ancora i margini per una conclusione bonaria della vicenda?

”Ritengo che, dopo l’ennesima presa in giro di Tundo dello scorso 17 settembre, in cui ci ha convocati spontaneamente presso la sede legale della società al fine di addivenire ad una definizione bonaria della vicenda per farci poi attendere per un’ora senza presentarsi né comunicare eventuali impedimenti, non ci siano piu’ margini per trattative. È più di un anno che le mie assistite non percepiscono quanto loro dovuto. Nell’arco di tutto questo tempo abbiamo cercato più volte un tavolo per trattare, mai una risposta da parte di Tundo. È ora di pagare”.

Quanto devono avere i suoi assistiti e per quale tipo di lavoro?

“Le mie assistite avanzano cifre considerrvoli tenuto conto che si tratta di un appalto, quello del trasporto dei disabili, di oltre un milione di euro ripartito pro-quota ad ogni Distretto Socio Sanitario in cui eseguono il servizio le singole associate in base al proprio ambito di competenza territoriale. Gli arretrati riguardano mensilità pregresse ante-esonero 2017, mensilità correnti dal 01.01.2018, adeguamento ISTAT anni 2012-2015 e differenze su mensilità in base al nuovo prezzo d’appalto post adeguamento ISTAT, tutto regolarmente pagato dall’Asl di Lecce”.

Da quanto attendete il pagamento?

“Attendiamo i pagamenti praticamente a decorrere da giugno 2017 in poi, partendo dalle mensilità pregresse giugno e luglio 2017”.