di Francesco Oliva
LECCE – Arriva la proroga delle elezioni forensi. Nel pieno rispetto del principio della sentenza della Cassazione. E’ quanto previsto dal Decreto Legge recante “misure urgenti e indifferibili per il rinnovo dei consigli degli ordini circondariali forensi. Il dl interviene “per garantire condizioni di ordinato rinnovo dei consigli degli ordini circondariali forensi scaduti il 31 dicembre del 2018”. L’articolo 1 del dl stabilisce che il limite massimo di due mandati consecutivi da consigliere Coa, come previsto dall’articolo 3, comma 3, della legge 113/2017, deve essere interpretato tenendo conto dei mandati espletati, anche solo in parte, prima dell’entrata in vigore della legge 113/2017 e dovranno essere compresi anche quelli iniziati anteriormente all’entrata in vigore dell’ordinamento forense. Con questo articolo il governo, di fatto, conferma l’interpretazione della Cassazione per la quale il calcolo dei mandati deve avere valenza retroattiva a partire da prima dell’entrata in vigore delle leggi. Il secondo articolo, invece, stabilisce la proroga “per il rinnovo dei consigli degli ordini circondariali degli avvocati scaduti il 31 dicembre del 2018, l’assemblea (per le elezioni) si svolge entro il mese di luglio 2019”. In questo modo il Governo consente ai vari Coa di riorganizzare le candidature senza la presenza di avvocati in contrasto con il divieto sancito dalla Cassazione.
Alla luce del decreto legge del Governo pentastellato la decisione maturata nel Consiglio dell’Ordine, nel pomeriggio, di rinviare le elezioni in attesa di una visione più precisa e chiara su quanto sarebbe avvenuto non ha più effetto. E, ora come ora, è chiaro come il Governo abbia voluto mandare un messaggio chiaro: c’è bisogno di rinnovamento nei Consigli dell’Ordine, di un ricambio, che consenta un’alternanza più estesa e diffusa tra più aspiranti candidati. Ora, dunque, non dovrebbero esserci più paletti alle elezioni per il nuovo organigramma del direttivo della classe forense. Si potrebbe votare quindi subito anche il 17 e il 18 gennaio come era stato inizialmente previsto. Senza più alcuni nomi noti e eccellenti che il decreto legge ha spazzato via.
Nei giorni scorsi, erano state depositate le liste per il quadrienno 2019-2023: “Democrazia nell’alternanza” con il professore Antonio De Mauro insieme agli avvocati Cristiano Solinas, Tommaso Stefanizzo, Amilcare Tana, Sergio Limongelli, Alessandro Orlandini, Silvio Bonea, Silvio Verri, Cinzia Vaglio, Simona Guido, Isabella Fersini, Annarita Marasco e Rita Perchiazzi.

 

C’era poi la lista con la presidente Roberta Altavilla e il vice Raffaele Fatano affiancati da Vincenzo Caprioli, Cosimo Rampino, Gianni Bellisario, Luciano Ancora, Simona Bortone, Laura Bruno, Luigia Fiorenza, Giuseppe Gallo, Maurizio Valentini, Andrea Lanzilao, Paolo Marseglia e Viviana Patrocinio. In campo era scesa anche la Camera civile salentina con quattro candidati: il presidente Salvatore Donadei insieme ai colleghi Luigi Renna, Stefano Rizzelli e Giacomo Galluccio; l'”Avvocatura di base” con gli avvocati Salvatore De Mitri, Marco Elia e Massimo Zecca. A rappresentare il basso Salento; l’associazione Pro Finibus Terrae onlus con la Presidente Giovanna Accogli. Infine i candidati indipendenti: gli avvocati Mario Ingrosso, Luigi AquaroArcangelo CorvagliaFederico Mazzarella De PascalisAlfonso Parente Stefanizzi e un veterano come Antonio Sergi.