Ottavio Narracci

LECCE – Continua il pugno duro degli inquirenti nell’inchiesta “Favori&Giustizia”. Il gip del Tribunale di Potenza, Amerigo Palma, ha rigettato la richiesta di revoca dei domiciliari per il direttore dell’Asl, Ottavio Narracci, confinato nel chiuso del proprio domicilio dal 6 dicembre scorso dopo un primo rigetto del Tribunale del Riesame. Eppure, a distanza di tempo, l’avvocato Ubaldo Macrì aveva presentato l’istanza confidando nel riconoscimento di un’attenuazione delle esigenze cautelari a distanza di un mese e mezzo dall’arresto del 59enne originario di Fasano e delle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dall’indagato nel faccia a faccia con gli inquirenti. E perchè, leggendo le carte dell’inchiesta, la posizione di Narracci sembrerebbe una delle più marginali.

Secondo le indagini condotte dai militari del Nucleo di polizia economica della Guardia di Finanza e coordinate dal pubblico ministero Veronica Calcagno, Narracci avrebbe ottenuto un verdetto di assoluzione nel processo in cui era accusato dei reati di peculato e abuso d’ufficio per aver utilizzato l’auto di servizio per viaggi privati grazie ad un’istruttoria estremamente morbida del pubblico ministero Emilio Arnesano. Una conduzione soft del processo, ipotizzano gli inquirenti, con cui Arnesano si sarebbe sdebitato con l’amico Carlo Siciliano (in carcere) che, nel 2014, gli aveva venduto uno yacht a un prezzo di comodo.

In sede di Riesame, l’avvocato Ubaldo Macrì, aveva cercato di smontare l’impianto accusatorio sostenendo che ad emettere la sentenza non sarebbe stato un pm (nel caso specifico Arnesano che si sarebbe segnalato dopo svariate udienze) ma un collegio di giudici conosciuti per la loro onorabilità e imparzialità a conclusione di una lunga istruttoria in cui si sarebbero avvicendati più pubblici ministeri. Il tutto per dimostrare che non ci sarebbe stato alcun accordo sottobanco tra il pm e Narracci. Argomentazioni respinte dal Riesame così come nelle scorse ore anche dal gip.