di Francesco Oliva

CASTRIGNANO DEL CAPO (Lecce) – Acido per pulire le lavastoviglie anziché acqua. Contenuto in una bottiglia e servito all’interno di un bar ad un cliente. Inavvertitamente. Un giovane è così finito in ospedale. Si trova ricoverato in rianimazione nell’ospedale di Tricase in prognosi riservata. I medici sono stati costretti ad asportare l’intero stomaco al ragazzo di 28 anni. L’incidente è avvenuto nella tarda mattinata di oggi nel centro di Castrignano del Capo. Il giovane, S.M., molto conosciuto nel paese del Capo di Leuca, aveva appena raggiunto il bar. Ha consumato un caffè e poi ha chiesto un bicchiere d’acqua per prendere un antinfiammatorio e alleviare il dolore per una forte emicrania. La barista ha preso una bottiglia di plastica che aveva sotto al banco frigo. Nella bottiglia era stato inserito un brillantante per le lavastoviglie. Credendo fosse acqua l’ha versato nel bicchiere.

L’avventore ha miscelato il liquido (a sua insaputa) con l’antinfiammatorio ingerendo il brillantante velocemente per non far depositare il medicinale sul fondo del bicchiere. E’ stato un attimo. S.M. ha avvertito un forte bruciore all’altezza della trachea. E ha iniziato a sentirsi male. Tanto che è stato richiesto l’immediato intervento di un’ambulanza. Il mezzo di soccorso ha trasportato, a sirene spiegate, il giovane presso l’ospedale di Tricase dove è stato prontamente visitato e ricoverato in prognosi riservata.

La notizia su quanto accaduto si è diffusa rapidamente nel piccolo comune del Capo di Leuca. In piazza, nei locali e per strada non si parlava d’altro. Il bar, in cui si è verificato l’incidente, nel pomeriggio è rimasto chiuso mentre in ospedale si sono riversati parenti e amici del giovane. S.M. è stato anche operato. E, come detto, la prognosi rimane riservata. Nel frattempo i carabinieri della stazione di Castrignano del Capo hanno avviato le indagini incominciando a sentire le prime persone come informate dei fatti per accertare con esattezza quanto accaduto. Gli ascolti, però, sono condizionati dalla presenza in queste ore dei familiari in ospedale.

Di certo è veramente assurdo che un ignaro cliente possa bere pericolosissime sostanze tossiche al posto di bibite. La ragione è semplicissima. Nei bar e nei ristoranti che comprano detersivi in quantità industriali all’ingrosso e quindi in contenitori grandi travasano, per comodità, queste pericolose sostanze detergenti e disinfettanti in normali bottiglie d’acqua. Essendo piccole, sono infatti più pratiche per un uso quotidiano rispetto al recipiente originale che può contenere anche decine di chili o litri di prodotto.

In altri casi il cambio del contenitore viene fatto perchè sono utilizzate pericolose miscele caserecce derivanti dall’unione di più sostanze industriali. La bottiglia di acqua minerale si presta a questo utilizzo improprio perché, essendo trasparente, consente di verificare se il prodotto sta finendo. Infine queste bottigliette vengono tenute, sempre per praticità, in prossimità delle lavastoviglie e, quindi, non distanti dalle vere bottiglie di acqua. Una cosa assurda e anche evitabile se solo venissero applicate e fatte rispettare le normative in materia. Eppure la normativa esiste ed è ben chiara.

L’articolo 9 delle legge n.283 del 30 aprile del 1962 stabilisce, ad esempio, che le sostanze, il cui impiego non è consentito nella lavorazione di alimenti e bevande, non possono essere conservate nei locali stessi di lavorazione e addirittura in locali che siano in diretta comunicazione con questi.