F.Oli.

LECCE – Rimane ai domiciliari anche Antonio Torricelli, storico esponente del pd leccese, coinvolto nell’inchiesta sulle case popolari. Il gip Giovanni Gallo ha infatti rigettato l’istanza di revoca avanzata dall’avvocato Luigi Covella che aveva evidenziato un’attenuazione delle esigenze cautelari motivata dall’età avanzata, dalle precarie condizioni di salute e dalla decisione di chiudere i propri legami con la politica cittadina da parte di Torricelli. Come nel caso di Attlio Monosi, anche per l’esponente del Pd il giudice Gallo ha ritenuto che non siano emersi elementi nuovi relativamente ai gravi indizi di colpevolezza.

In più, dopo l’interrogatorio di garanzia, il quadro accusatorio si sarebbe ulteriormente irrobustito. Sulle esigenze cautelari, invece, il giudice ha sottolineato come Torricelli abbia mantenuto molti legami con esponenti dell’ente pubblico “capace di influenzare l’attività di altri soggetti dell’amministrazione anche non impegnati nell’Ufficio Casa del Comune di Lecce”.  Già ad ottobre il gip aveva rigettato la prima richiesta di revoca dei domiciliari così come aveva disposto il Riesame che nelle motivazioni di inizio novembre sottolineava: “Torricelli è stato in consiglio comunale a Lecce sin dal 1975 e, nel tempo, ha intessuto una rete di rapporti così consolidati che è riuscito ad imporre la sua volontà a funzionari che appartenevano ad un altro ufficio rispetto al quale non aveva alcuna competenza ad indurli a porre in essere atti illegittimi.

“Le condotte poste in essere dal Torricelli prescindono, pertanto, dalla sua qualifica soggettiva rivestita nell’ambito del Comune. L’indagato ha costruito, nei molti anni in cui è stato consigliere nel Comune di Lecce, una rete di complicità tale che impiegati e funzionari non osano negargli “favori” pur di compiacerlo”. Relativamente alle condizioni di salute, secondo il giudice Gallo, non sarebbero tali da essere incompatibili con il regime degli arresti domiciliari.