Via Iconella

F.Oli. 

COPERTINO (Lecce) – E’ fissato per il 20 marzo davanti al gup Giovanni Gallo il processo, con rito abbreviato, a carico di Luca Politi, il 31enne di Copertino, arrestato il 28 ottobre scorso dopo aver accoltellato la compagna sotto casa. La richiesta di rito alternativo era stata depositata nei giorni scorsi dall’avvocato Daniel Viva a seguito della richiesta di giudizio immediato avanzata dal pubblico ministero Donatella Palumbo, titolare del fascicolo d’indagine.

La scelta del rito alternativo si giustifica con la possibilità per l’imputato, accusato di tentato omicidio aggravato dai futili motivi (ovvero per gelosia nei confronti della sua ex convivente), di beneficiare di uno sconto di un terzo sulla pena. Davanti al gup sarà presenta anche la persona offesa: M.G., 28enne di Copertino. Rappresentata dall’avvocato Giovanni Tarantino, si potrà costituire parte civile. Ora la ragazza ha una nuova vita. Sta meglio e vive con un altro compagno.

Le indagini, condotte dai carabinieri della Tenenza di Copertino (guidati dal luogotenente Salvatore Giannuzzi), accertarono quanto accadde quel giorno. Politi non aveva accettato la fine della storia. La compagna si era da tempo trasferita dai genitori e con sè aveva portato anche il figlio di 10 anni. ma lui sperava ancora. E aveva dato appuntamento alla sua ex compagna sotto l’abitazione in via Iconella dove avevano vissuto per mesi per l’ultimo disperato tentativo di riallacciare la relazione. Appena entrato nell’auto della donna volarono le prime minacce: “Se non torni con me ti uccido”. A quel punto M.G. scese dalla macchina ma non fece in tempo ad allontanarsi. Venne raggiunta e ferita con un coltello al fegato e al pancreas. Fortunatamente alcuni testimoni, passando da via Iconella, notarono la scena e allertarono prontamente l’intervento dei soccorritori e delle forze dell’ordine. Politi, invece, si barricò in casa dopo aver riposto il coltello nell’armadio della camera da letto. Aveva ancora i pantaloni e la camicia intrisi di sangue quando i carabinieri arrivarono in casa per ammanettarlo. E aveva tentato di togliersi la vita lasciando un biglietto con su scritto: “Non sopporto che mio figlio vive con un’altra persona. Ti amo”. Un biglietto, presumibilmente, che aveva il sapore dell’addio.

Nel frattempo l’ex compagna venne accompagnata presso l’ospedale di Copertino. La lama non aveva reciso organi vitali. Tuttavia, a causa della copiosa perdita di sangue, si rese necessario praticarle delle trasfusioni. Nella successiva udienza di convalida, Politi toccò le corde dell’animo umano chiedendo perdono e scusandosi per il suo gesto dettato, a suo dire, dalla paura di perdere la donna e il figlio nato dalla relazione. Il gip, comunque, convalidò l’arresto applicando la custodia cautelare in carcere dove l’uomo è sempre detenuto anche dopo il ricorso rigettato dal Tribunale del Riesame.