F.Oli.

LECCE – Sono proseguiti anche questa mattina gli interrogatori di garanzia delle 16 persone arrestate nel blitz degli agenti della Squadra mobile martedì mattina ribattezzato “Vele”. E anche oggi nessuno ha parlato. Davanti al gip Simona Panzera sono rimasti in silenzio Giampiero Alula, 40 anni di San Pietro Vernotico, (difeso dall’avvocato Ladislao Massari); Antonio Balloi, 71 anni, residente a Surbo ma di origini sarde, (difeso dall’avvocato Maria Cristina Brindisino); Andrea Bisconti, 37, di Lecce, (assistito dall’avvocato Erlene Galasso); Danilo De Tommasi, 29, di Lecce, (difeso dall’avvocato Dario Budano); Rodolfo Franco, 61 anni, di San Cesario, (difeso dall’avvocato Rita Ciccarese); Luca Pacentrilli, 29, di Lecce, (difeso dall’avvocato Benedetto Scippa); Andrea Podo, 23 anni, di Lecce, (difeso dall’avvocato Pantaleo Cannoletta); Antonio Restia, 53 anni, residente a Frigole, (difeso dagli avvocati Umberto Leo e Mauro Cramis); Oronzo Russo, 31, di Surbo, (difeso dall’avvocato Pasquale Annicchiarico).

In silenzio davanti al gip di Brindisi anche Massimiliano Elia, 42 anni, di Lecce, (difeso dall’avvocato Giuseppe De Luca), sentito per rogatoria. Stesso spartito nella giornata di ieri quando dinanzi al gip sono comparsi Cristian Cito, 29enne, di Lecce; Gianfranco Elia, 46, di Lecce; Diego Podo, 33, di Lecce e Gabriele Tarantino, 39 anni, di Monteroni. Sarà sentito per rogatoria nella giornata di domani nel carcere di Ascoli Saulle Politi, 45 anni, (difeso dall’avvocato Laura Minosi).

L’indagine ha svelato le mappature dello spaccio in città tra il 2015 e il 2016. Dopo l’arresto dei capiclan Maurizio Briganti e Cristian Pepe, gli affari sarebbero stati gestiti dai fratelli Elia, da Cristian Cito e Angelo Corrado, quest’ultimo poi transitato nella schiera dei collaboratori di giustizia. Le dichiarazioni di quest’ultimo incrociate con le testimonianza di un altro pentito, Gioele Greco, hanno poi confermato gli elementi probatori raccolti dagli investigatori che hanno documentato i traffici illeciti tra Lecce (con quartier generale la zona della 167) e la provincia. In particolare con soggetti storicamente legati al clan di Monteroni.

F.Oli.