LECCE – Ora i genitori sono in cura mentre i figli sono stati allontanati da casa e si trovano in una Comunità. Quella casa in cui un intero nucleo familiare, residente in un comune del Nord Salento, si sarebbe rivelata una trappola. In ostaggio del web per due anni e mezzo. Attaccati al computer. Vivendo in condizioni fatiscenti nutrendosi solo di merendine, biscotti e caramelle. La vicenda, terrificante e desolante, ha una sua “giustificazione” se così si può dire. E’ una dipendenza patologica che ha anche un nome. Arriva dal Giappone e si chiama sindrome di Hikikomori, la dipendenza grave degli adolescenti che tendono a isolarsi.

Proprio come il 16enne della famiglia che avrebbe anche rischiato di cadere nella trappola del Blu Whale, il folle gioco che spinge gli adolescenti al suicidio. In questo caso, però, non sono stati segnalati solo sintomi leggeri come depressione e incomunicabilità. I soggetti avrebbero vissuto reclusi in casa lontano da tutto e da tutti legati solo ed esclusivamente al mondo del web. E gli effetti sarebbero stati tanti. Non solo sulla psiche ma anche sul fisico.

A rendere ancora più degradante l’intera storia le condizioni economiche della famiglia che, come unica fonte di sostentamento, ha avuto una piccola pensioncina del padre. Ad insospettire gli assistenti sociali, nell’ottobre scorso come riporta l’edizione de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, sarebbe stata la più piccola di casa. L’unica ad uscire da quell’abitazione. Ha solo 9 anni ma quando si recava a scuola le insegnanti hanno notato le gravi condizioni con cui si presentava a scuola. Ed era anche l’unica ad uscire da casa e a provvedere alle minime esigenze di vita della sua famiglia.

C’è poi la storia del fratello, più grande di qualche anno. Per diverso tempo ha indossato sempre le stesse scarpe nonostante il piede fosse cresciuto di almeno due numeri. Tanto che, quando è entrato in comunità, aveva i piedi piegati e ricoperti da ferite infette che sono stati curati con una cura antibiotica. Ora i due ragazzi sono stati sottratti ai genitori e hanno abbandonato la casa famiglia mentre padre e madre sono in cura e affidati a psicologi e psicoterapisti per un percorso di riabilitazione con la vita e con il prossimo che si prospetta lungo e complesso.