F.Oli.

MURO LECCESE (Lecce) – Non si sarebbe arreso neppure dopo una prima sentenza per molestie telefoniche. Anche a seguito del verdetto si sarebbe accanito contro una sua compaesana avvicinandola per strada più e più volte. Un incubo per la donna, andato avanti fino a luglio. Poi la denuncia e l’apertura di un nuovo fascicolo a carico dell’ostinato stalker rinviato a giudizio, nei giorni scorsi, dal gup Michele Toriello. Si tratta di V.P., 52 anni, di Muro Leccese. Il processo si aprirà il prossimo 17 aprile davanti al giudice monocratico Francesca Mariano. In aula sarà presente anche la persona offesa costituitasi parte civile con l’avvocato Oronzo Carrozzini.

Ed è stata proprio la donna con la sua denuncia presentata presso la caserma dei carabinieri della stazione del paese a mettere in moto le indagini. Il suo stalker l’avrebbe pedinata per strada bloccandola e rivolgendole parole moleste del tipo: “Prima o poi te fazzu”; “Ce si bona”, tanto da accusare uno stato di ansia, vergogna e paura per l’incolumità sua e dei propri familiari. L’imputato dovrà difendersi anche dall’accusa di sottrazione di corrispondenza. Questo perché il 13 aprile scorso V.P. sarebbe sceso dalla propria auto per prendere appositamente una busta contenente una fattura dell’Acquedotto destinata alla signora portandola via e senza mai restituirla. Sequenza immortalata da una telecamera fatta installare dalla donna all’esterno della propria abitazione.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Paride Cesare Cretì, potrà dimostrare l’estraneità alle accuse del 52enne con l’inizio del processo.