F.Oli.

CARMIANO-LEVERANO (Lecce) – Potrebbe chiudersi con un patteggiamento la vicenda giudiziaria relativa ai colpi di pistola esplosi il 2 ottobre scorso contro Paolo Panzanaro, in contrada Olmo, a Copertino. Il pubblico ministero Maria Consolata Moschettini ha dato il proprio consenso alla richiesta formulata dagli avvocati Pantaleo Cannoletta, Vincenza Raganato e Valeria Corrado per conto di Peppino Vadacca, 44 anni; Matteo Niccoli, 22 anni; Toni Saponaro, di 42, tutti di Carmiano e Bruno Guida, 42 anni, di Leverano, tutti attualmente detenuti. Sarà ora un gip a dare l’avallo definitivo e ritenere la pena a 3 anni di reclusione congrua. La richiesta di patteggiamento scaturisce dalla richiesta di giudizio immediato chiesta e accolta dalla Procura tanto che l’inizio del processo era previsto per il 2 febbraio davanti al giudice monocratico della prima sezione penale Alessandra Sermarini.

Inizialmente gli imputati rispondevano oltre che di concorso in detenzione illegale e porto di arma da fuoco anche di tentato omicidio, accusa riqualificata dal Tribunale del Riesame in tentate lesioni personali gravissime poi confermata nel decreto di giudizio immediato a firma del pm Maria Consolata Moschettini. I componenti della spedizione punitiva e il movente della sparatoria sono stati ricostruiti grazie alle indagini condotte dai carabinieri della Tenenza di Copertino e dai militari della stazione di Leverano.  Secondo quanto accertato, i quattro avrebbero organizzato una spedizione punitiva nei confronti del giovane perché accusato di aver rubato dello stupefacente (marijuana) a Guida.

Una volta piombato nei pressi del casolare a bordo di una Bmw, il commando chiese al padre Paolo Panzanaro di chiamare il figlio. Non avendo risposta Niccoli, sceso dall’auto, esplose due colpi di pistola calibro 7.65 all’indirizzo del più grande dei Panzanaro che, solo per la prontezza dei riflessi, riuscì a schivarli evitando di rimanere ferito alle gambe. Subito dopo Niccoli colpì l’uomo con il calcio della pistola sul viso provocandogli un trauma contusivo al naso guaribile in 5 giorni. Subito dopo la fuga, durata poco però. Sulle loro tracce si sono posti nell’immediatezza i carabinieri.

I militari hanno acquisito la denuncia delle vittime, sequestrato i bossoli, la cartuccia e l’ogiva, acquisito il certificato medico che attestava le lesioni riportate da Paolo Panazanaro. Successivamente è stata anche recuperata la pistola, una semiautomatica clandestina calibro 7.65 Browning marca Bernardelli, modello 1948, con la matricola parzialmente abrasa. Gli accertamenti si sono avvalsi anche di una consulenza tecnica dell’ingegnere Riccardo Ramirez sull’arma e sul luogo del delitto mentre l’ingegnere Claudio Leone ha curato l’estrapolazione delle immagini delle telecamere.