SQUINZANO – Chi ha diffuso l’audio che ha gettato l’onta su una famiglia che avrebbe dovuto festeggiare una nuova nascita, ora dovrebbe cominciare a preoccuparsi. Nei giorni scorsi è diventata virale una registrazione su whatsapp che infama la madre di una piccola: una voce anziana non identificata racconta una storia che sembra simile a quello che è successo nel sud Salento nel 2016. In quel caso nacque un bambino nero da genitori bianchi da generazioni: l’uomo andò su tutte le furie. Nella vicenda di Squinzano, invece, qualcuno diffama la famiglia dicendo che la bambina ha un altro padre: un imprenditore straniero conosciuto dalla famiglia. La storia appare subito totalmente inventata e tutti pensano, in un primo momento, che non faccia riferimento a qualcuno in particolare, fino a quando non cominciano a circolare anche le foto.

Siccome da giorni il paese (e non solo) mormora e la festa per la nuova nascita è stata completamente rovinata, l’uomo ha deciso di contrattaccare con un post su Facebook in cui promette battaglie legali e spiega che si tratta di una calunnia che sta distruggendo la serenità familiare. Non è escluso che la polizia postale entri in campo per bloccare questa diffamazione continua, che secondo alcune testimonianze sembra corredata anche da foto: l’interessato avvisa che ha già sporto denuncia. Un’intera famiglia è finita nel tritacarne di whatsapp. “Falsità, racconti di cose mai avvenute e fatti inesistenti” – spiega l’uomo sui social. “Vergogna, falsità e schifo”: sono queste le parole che ribadisce la vittima nel difendere l’onore di sua moglie e della sua famiglia.

Una situazione molto difficile, che potrebbe trascinare in tribunale chi ha diffuso quell’audio e quelle foto. Certe cose che si prendono con leggerezza possono diventare insostenibili, parafrasando Kundera. Intanto, alla famiglia, che non citiamo per difendere la privacy, auguriamo di ritrovare la serenità e di crescere la piccola incurante delle pericolose malelingue sempre in agguato, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

Garcin