LECCE – Il presidente di Azione Universitaria, Francesco Luigi Montinari, e il segretario, Antonio Stasi, reagiscono al documento antifascista con una serie di dichiarazioni promosso dall’UDU. L’associazione di sinistra chiede la firma obbligatoria di una dichiarazione antifascista a ogni gruppo studentesco per essere riconosciuto ufficialmente. L’eterna lotta novecentesca tra fascisti e antifascisti continua a riverberarsi nelle università. Ma i ragazzi di Azione Universitaria non si definiscono fascisti: loro si sentono sovranisti, vicini alle posizioni di Fratelli d’Italia.

Azione Universitaria Lecce segnala l’assoluta gravità dell’iniziativa promossa dall’UDU Lecce (quest’ultima in piena contraddizione performativa) e la sua totale estraneità ai principi di partecipazione e di democrazia che ispirano un Ateneo Pubblico.
E’ stato infatti da loro richiesto, in nome di una lettura parziale e faziosa dei principi costituzionali, palesemente interpretati in chiave Social-Comunista dagli stessi, di sposare un documento ideologico oltremodo limitato e completamente avulso dalle istanze di libertà degli studi e della ricerca che sono alla base del sistema universitario del nostro Paese.
“Accettare le libere idee e fare in modo che ognuno possa coltivare ed esprimere le proprie libere idee è già il modo per essere antifascisti, non per proclamarsi antifascisti. Permettere a chiunque di coltivare le proprie idee e di poterle esprimere liberamente è già l’antidoto migliore contro ogni fascismo.” (Paolo Ercolani).

Riteniamo che uno dei problemi fondamentali delle associazioni universitarie che sventolano il vessillo dell’antifascismo sia l’assenza di capacità nel proporsi con idee adeguate al tempo nel quale viviamo, riportando sempre il confronto politico al secondo dopoguerra evocando il timore del ritorno del fascismo (periodo storico concluso nel 1945), nominandolo più di quanto non faccia l’altra parte politica e non considerando che la destra ed il fascismo non sono sinonimi.
L’adozione di questo “protocollo”, che nulla ha di scientifico, porta ad ignoranti generalizzazioni, secondo cui tutto ciò che non è sinistra è automaticamente “fascismo”.
Tale comunicato non intende essere una sfida politica bensì l’analisi di un paradosso storico socialmente e culturalmente pericoloso oltre che di matrice politicamente sinistra.

“Oh Liberté, que de crimes on commet en ton nom!” (Marie-Jeanne Roland de la Platière).
NON HA SENSO PARLARE DI ANTIFASCISMO!”.