LECCE – Per la sua prima mostra personale, il giovane artista leccese Jonatan Politi (1982) propone una selezione di dipinti recenti di grande formato. La capacità che Jonathan ha nel costruire mondi, intersecando volti, corpi, oggetti, ironia e mostruosità, rigore e disarmonia – si legge nel comunicato – rivela uno specifico viaggio in un immaginario stratificato e sorprendente. È quello delle avanguardie storiche, rivisitate con entusiasmo e contaminate con sollecitazioni del presente.

Come suggerisce Mauro Marino in uno dei due testi che accompagnano la mostra (l’altro è di Lorenzo Madaro), “Darsi al meglio è l’imperativo di ogni artista, almeno dovrebbe esserlo. Jonatan pare tutt’uno con questo pensiero-preoccupazione. Agisce in generosità e dà colore dove la disperazione pare sia dominio. Surrealtà significative vengono agli occhi, le interroghi e ti interrogano, le ami, dense del loro simbolico”.

Alla ricerca di una persistente bidimensionalità – talvolta interrotta da improvvise che di fuga prospettiche -, Politi costruisce queste opere intendendole quali icone di probabili esperienze, in cui si mixa iconografia a sperimentazioni di vita vissuta, storia dell’arte (la lezione surrealista, anzitutto) a vita reale, riferimenti culturali e prospettive esistenziali autonome. I fondi monocromi, l’assenza di strutture chiaroscurali, il tratteggio e le forti componenti segniche, evidenziano un ricorso al segno grafico, che qui non è mai asettico, ma foriero di energie.

Inaugurazione: sabato 13 aprile 2019, ore 19.30

Tutti i giorni, dalle 10 alle 12 e dalle 16.00 alle 20.00. La mostra sarà visitabile fino al 22 aprile.