COPERTINO ( Lecce ) – Nel nostro Patto Associativo la scelta politica ci impegna a una partecipazione attiva e responsabile per la gestione del bene comune, in particolare del nostro territorio.

Ed è per questo che, confrontandoci insieme, tra diversità di opinioni e posizioni di partenza, possiamo trovare insieme, nella nostra comunità clan, le piste per un rilancio del senso civico e della cittadinanza attiva. Crediamo infatti che solo l’intesa comune può farci uscire da un clima di paura, odio e intolleranza che sono l’antitesi dell’accoglienza che noi, come giovani rappresentanti del futuro, ma anche come Scout, abbiamo scelto come uno dei tre ambiti delle nostre prime strategie nazionali di intervento. In questo modo possiamo procedere verso una rinnovata appartenenza ad un Paese e ad una storia che, per noi, è indissolubilmente legata all’esperienza antifascista delle Aquile Randagie, ovvero i ragazzi del gruppo scout di Milano e Monza passati alla storia per la loro attività clandestina durante il proibizionismo associativo del fascismo.

L’unità di intenti sui valori che sono alla base del nostro Patto associativo è, quindi, guida per le azioni dei Gruppi scout su tutto il territorio nazionale ed è una spinta essenziale all’azione politica dell’Associazione.

Il nostro desiderio di abbracciare l’educazione come campo di azione è di fatto una scelta assoluta e irrinunciabile che ci deve rendere capaci – con determinazione, impegno e anche un po’ di fatica e sacrificio – ad esercitare il nostro servizio come un’arte, una condizione di vita.

Questo stile ci guida a guardare con occhi sempre nuovi il mondo e la società che ci circonda, sia quella lontana, sia soprattutto quella vicina, dal quartiere alla città, spingendoci a diventare capaci di leggerne i bisogni e individuare delle azioni concrete da attuare.

I nostri ragazzi, dai 17 ai 21 anni, che insieme formano i due Clan, JFK e La Fenice, rispettivamente del Gruppo Scout Copertino 1 e Copertino 97, intendono la parola “Servizio” come una maniera naturale di agire, uno stile di vita, ed è proprio la parola “SERVIZIO” che vogliamo mettere al centro di questo confronto. Quel servizio viene dal latino “servitium”, ovvero l’opera del servo che risponde in un atto di obbedienza al suo signore. Si fa servo colui che per amore risponde a una chiamata, a una missione. Per noi capi la missione è quella di educare, per i nostri ragazzi la missione è, come diceva il nostro fondatore B.P., di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo hanno trovato, per voi candidati sindaco, almeno ce lo auguriamo, è quella di gestire nel modo migliore il bene comune. Non si tratta di un compito semplice ma vi chiediamo di provarci: di provare a cambiare la città di Copertino e, magari, lasciarla un po’ migliore di come l’avete trovata.