LECCE – Giovani, motivati e “green”. E’ dedicato ai giovani agricoltori salentini il “Tour dell’ascolto” con la regia di Coldiretti Lecce: una serie di visite didattiche nelle aziende d’eccellenza pugliesi e di incontri nei comuni a maggiore vocazione agricola del Salento per incontrare i giovani agricoltori e immaginare insieme a loro il futuro dell’agricoltura del Tacco d’Italia.

La prima iniziativa si è svolta questa mattina con un Coldiretti Lecce Tutorial-tour in due realtà olivicole d’eccellenza della provincia di Bari, per una lezione in campo di tecniche colturali e marketing. I giovani agricoltori leccesi, accompagnati dai dirigenti di Coldiretti, hanno visitato a Trani il frantoio oleario Ferrara con gli annessi 160 ettari di oliveto condotto con tecniche colturali innovative, tra cui anche 50 ettari di ulivi di varietà Favolosa, resistenti a xylella fastidiosa. Visita poi nell’azienda del presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, il Frantoio Muraglia ad Andria, specializzato nella produzione di olio extravergine in cui il valore aggiunto è anche il packaging di artigianato artistico tipico pugliese, orci e bottiglie di grande appeal commercializzati in tutto il mondo.

Nelle prossime settimane, il “Tour dell’ascolto” entra nel vivo con un ciclo di otto incontri nelle sedi di zona di Coldiretti. Prima tappa Tricase ed a seguire Lecce, Leverano, Maglie, Galatina, Casarano, Nardò e Ugento.

“Vogliamo ascoltare idee, progetti e nello stesso tempo stimolare i giovani imprenditori, soprattutto alla luce del disastro causato da xylella fastidiosa, per provare a guardare oltre la catastrofe dei disseccamenti, e insieme a loro disegnare il futuro dell’agroalimentare salentino – dice il presidente di Coldiretti Lecce Gianni Cantele – un futuro che rispetti la tradizione olivicola del territorio ma che preveda anche nuove attività colturali nell’ottica della qualità produttiva, dell’innovazione e della multifunzionalità. Se xyella fastidiosa ha creato in questi anni desolazione e scoramento tra gli imprenditori rurali, è soprattutto dai giovani che può nascere ora la voglia e la motivazione per ricostruire il paesaggio agricolo”.