NARDÒ (Lecce) – Schiaffi, pugni, sculacciate nonché offese di ogni genere nei confronti degli alunni di un’intera di una scuola dell’infanzia di Nardò. Senza distinzioni di genere. Maschietti o femminucce. Per complessivi 27 bambini. Con l’accusa di maltrattamenti verso fanciulli I.F., 61enne di Nardò, è stata sospesa dall’insegnamento ai minori e sottoposta al divieto di esercitare la professione di insegnante all’interno di istituti pubblici e privati per la durata di sei mesi. La doppia misura interdittiva, eseguita questa mattina dai carabinieri di Nardò (al comando del maggiore Vito De Giorgi) è stata disposta dal gip Edoardo D’Ambrosio.

A mettere in moto gli accertamenti, coordinati dal pubblico ministero Donatella Palumbo (che aveva avanzato richiesta di arresti domiciliari), sono state le segnalazioni dei genitori di un bambino che avevano notato nel figlio un cambiamento comportamentale, a tal punto che il piccolo si rifiutava persino di andare a scuola. Con il supporto di telecamere ed intercettazioni ambientali tra gli ambienti scolastici, i militari hanno scoperchiato una lunga serie di maltrattamenti nei confronti dei fanciulli, che venivano presi a schiaffi e sculacciate, minacciati e strattonati, destinatari anche di violenze psicologiche. Sono stati 47 gli episodi documentati in tutti questi mesi che avevano convinto il magistrato inquirente a chiedere i domiciliari per la maestra.

Il gip ha optato per una misura più blanda pur considerando il pericolo concreto di reiterazione “desunto dalle modalità del fatto ed in particolare dalla reiterazione ed eterogeneità di comportamenti e dalla personalità dell’indagata. La maestra, difesa dall’avvocato David Dell’Atti, comparirà nei prossimi giorni davanti al gip D’Ambrosio per l’interrogatorio di garanzia in cui potrà fornire la propria versione ai fatti contenuti nell’ordinanza.