di Gaetano Gorgoni

LECCE – Lo abbiamo già detto: la Lega vuole un suo candidato per la corsa alla presidenza della Regione. In Puglia tocca al partito di Salvini, ma Forza Italia prova a proporre candidati condivisi. Ecco perché il nome di Andrea Caroppo è già in campo, anche se poi potrebbe non essere il vero candidato. Salvini, nel suo discorso agli europarlamentari, ha spiegato che gli eletti devono impegnarsi sul territorio e non pensare a nuove elezioni. Inoltre, l’ex segretario regionale deve superare gli ostacoli di un’intransigente opposizione interna capitanata da Roberto Marti, che alle europee ha perorato la causa di Casanova. Mentre Forza Italia punta su Giorgino, torna in campo un nome autorevole. Le indiscrezioni parlano di un asso nella manica dei leghisti, ben visto anche dall’area Giorgetti: si tratta della candidatura di Alfredo Mantovano, presidente della Corte d’Appello a Roma, che si ritiro dalla politica agli albori del declino berlusconiano. Alcuni tra i vertici leghisti, secondo le indiscrezioni che circolano, cullano l’idea di candidarlo alla presidenza della Regione Puglia. Ma lui accetterà? E, soprattutto, a Matteo Salvini potrà andar bene la candidatura del magistrato ex aennino? “La Lega punterà su un barese: è difficile che vinca la proposta Mantovano – sussurrano dirigenti dell’area Marti – è più facile che venga proposta la candidatura dell’ex rettore dell’Università di Bari”.

La situazione, rispetto a quando Alfredo Mantovano faceva politica, è totalmente cambiata: il centrosinistra ha in mano le città pugliesi più importanti, inclusa Bari. Solo a Foggia il candidato forzista ha fatto il bis. Ma Forza Italia è in caduta libera: con il piano di Toti, spalleggiato da Salvini, rischierà di smembrarsi ancora di più. Vitali ha già preparato la vendetta, dopo essere stato commissariato. A Lecce anche la Provincia e la città sono nelle mani di Emiliano, ma la strada non è tutta in discesa per il centrosinistra: Dario Stefano minaccia ogni giorno la scissione e i renziani col dente avvelenato lo seguirebbero in una corsa solitaria e autonoma (con la compagnia di quello che resta dei vendoliani). Il senatore del Pd, che sfida il governatore ancora una volta (lo fece con le primarie cinque anni fa), nel frattempo ha perso per strada uomini come Sebastiano Leo. Qualcuno pensa che Stefano, che a giorni alterni attacca Emiliano, voglia solo alzare la posta. Una sinistra divisa avrebbe molti problemi se, dall’altra parte, gli avversari si presentassero con un candidato unitario fin da settembre. Michele Emiliano è già in campagna elettorale: ha imbarcato tanti personaggi della destra fittiana e forzista in giro per la Puglia e lotterà fino all’ultimo voto. Le trattative e il braccio di ferro vanno avanti.