Un protesi della mano più leggera, più facile da usare e meno costosa,
protesi dedicata a pazienti che hanno subito l’amputazione dell’arto superiore, sfrutta un solo motore
“Chiunque oggi presenti una disabilità – dice Giovanni Zappatore, CEO di Bionit Labs, la startup ideatrice di Adam’s Hand – è continuamente costretto ad adattarsi ad un ambiente non progettato considerando le sue necessità. Poche e poco adeguate, quando presenti, sono le interfacce che permettono a persone con disabilità motorie, visive, uditive o di qualsiasi altro tipo di rapportarsi in modo autonomo ed efficace con l’ambiente che li circonda e con gli altri individui. Con Adam’s Hand lanciamo una sfida al mercato, avendo progettato un dispositivo più semplice da utilizzare e più economico, per migliorare la vita di milioni di persone.”
La grande sfida di Adam’s Hand e del suo team è rispondere ai bisogni principali degli amputati
ingegnere che ha trasformato la sua tesi di laurea in una società.
Si tratta di una
con un punto forte: il meccanismo di chiusura delle dita, che
nata dall’idea di un per muovere tutte le falangi, facendo in modo che queste si adattino automaticamente a forma e dimensioni dell’oggetto impugnato, proprio come farebbe una mano vera. Adam’s Hand risulta quindi molto più facile e intuitiva da utilizzare. La protesi non è invasiva: la sua attività infatti è determinata dalla contrazione dei muscoli presenti nella parte residua dell’arto, il cui segnale è rilevato da alcuni sensori e processato da un algoritmo di “machine learning”, in modo da adattare il funzionamento del dispositivo ad ogni utente.

Un’altra particolarità di Adam’s Hand è l’utilizzo della stampa 3D con materiali ad elevata resistenza che, oltre ad abbattere i costi, permette di creare per ogni utente falangi robuste, con lunghezza personalizzata in base alle dimensioni dell’arto controlaterale. : una protesi che sappia imitare al meglio il movimento naturale della mano, dal momento che quelle in commercio sono scomode, difficili da utilizzare e con un’estetica limitata, e per rendere economicamente accessibili a tutti protesi ad elevate prestazioni ed elevato contenuto tecnologico, dal momento che ad oggi l’eccessivo costo si configura come un limite. Il prototipo di Adam’s Hand è stato già realizzato ed è attualmente in fase di test in tre officine
ortopediche italiane, dove ha già raccolto feedback importanti riguardo la semplicità di utilizzo
e manutenzione.
Eppure il bisogno potenziale di queste protesi è di oltre 500.000 unità ogni anno. Un mercato
incredibile quello in cui la startup salentina, già premiata in giro per il mondo, si appresta ad
entrare, grazie anche ad una raccolta di capitali in equity crowdfunding.

La raccolta, è partita il 27 Giugno su Mamacrowd, la più importante piattaforma italiana di equity crowdfunding, è destinata a piccoli e grandi investitori che vogliono contribuire con i loro capitali a migliorare la vita delle persone, investendo allo stesso tempo in un settore dalle grandi potenzialità. Ha raggiunto in una settimana 65 adesioni per un importo di investimento pari a €125.916,00. Per maggiori informazioni visitate il seguente link: bit.ly/BionITLabs_cs