di Gaetano Gorgoni

LECCE – Sempre più giù, come le casse comunali. La tradizionale festa di Sant’Oronzo ha subito in questi anni continue sforbiciate. Se durante l’amministrazione Poli Bortone il Comune di Lecce arrivava a spendere non meno di 150mila euro per luminarie, eventi e altro (a cui si aggiungevano i contributi di altri enti), durante la gestione Perrone cominciano le sforbiciate: fino a spendere 20 mila per gli eventi e 25 per le luminarie. Anche se le spese poi lievitavano fino a 70 mila euro. L’anno scorso l’amministrazione Salvemini è riuscita a portare a casa un evento importante: il concerto di Renzo Arbore e la sua band. L’aiuto della Regione è stato determinante: un cofinanziamento ha salvato tutto. Ma senza investimenti, a parte il rito religioso, la festa rischia di diventare un suk di seconda categoria, con vecchie bancarelle ricolme di prodotti anni ‘80 e vecchie giostre per attrarre gli adolescenti. Nessun evento culturale di rilievo collegato, nessun concerto originale (se non gli stessi gruppi che circolano tutto l’anno), nessuno spettacolo pirotecnico o di luci caratteristiche. C’è un vecchio detto che racconta un’amara verità: “mangi come spendi”.

Quest’anno l’amministrazione Salvemini è stata costretta a tagliare anche quello che c’era di solito: si va sotto i 60 mila euro. Se eventi folkloristici come la “Notte della Taranta” sono diventati famosi in tutto in mondo, lo si deve ai milioni di euro che sono piovuti per il marketing, i testimonial e gli ospiti. È come il calcio: se non acquisti dei giocatori all’altezza, non raggiungi l’obiettivo. La festa di Sant’Oronzo chiude l’estate e continuerà ad essere frequentata da migliaia di persone, ma dare qualità a un evento, dando forza alle peculiarità e all’enogastronomia, del territorio è tutt’altra cosa. La festa dovrebbe raccogliere tutte le belle idee del passato: costruire un percorso del vino, fare suonare le varie band in diverse piazze. Insomma, dovrebbe racchiudere novità e tradizione rivolgendosi a tutte le fasce di pubblico. Ma i soldi chi li mette? Solo il service per un concerto di piazza arriva a costare 10 mila euro!

Il sindaco Carlo Salvemini ha avuto un’idea, che ha comunicato, come al solito a mezzo Facebook: “Quest’anno – per la prima volta – abbiamo predisposto un avviso pubblico per la ricerca di soggetti interessati a sponsorizzare la Festa di S’Oronzo. La ragione è semplice:
con le sole risorse comunali (in città non esiste un comitato organizzatore come disciplinato dal codice civile) non si riesce a garantire tutto quel che si vorrebbe in termini di allestimenti, iniziative, attrazioni, servizi. Da tempo sappiamo di dover governare seguendo un principio generale: ‘fare bene con meno’.
in alcune occasioni particolari – come questa – vorremmo riuscire a ‘fare meglio con più’. Un ringraziamento anticipato a quanti vorranno sostenerci.
nel link tutte le info utili.
(http://bit.ly/2JPWm8N)”. L’assessore Paolo Foresio fa spallucce: “Non possiamo più spendere i soldi di un tempo. Stiamo lavorando per poter reperire più risorse”. Ma siamo già a fine luglio: i tempi sono stretti e tutto è cambiato.