LECCE -Ritardi, corse improvvisamente cancellate, orari inadeguati a coprire tutte le esigenze: solo alcuni dei problemi segnalati più e più volte in merito al trasporto pubblico, e che oramai caratterizzano quotidianamente la vita di uno studente pendolare, il tutto a fronte di un eccessivo costo del servizio, che si discosta fortemente dall’effettiva qualità dello stesso. Non parliamo poi del comfort o dell’aria condizionata sui mezzi. Utilizzare i mezzi di trasporto pubblico non è sempre facile per gli studenti e per molti è ancora inaccessibile, nonostante siano state fatte negli anni numerose battaglie che hanno ridotto notevolmente i costi di accesso al trasporto pubblico, in particolare per le linee universitarie.

Negli ultimi mesi la convenzione tra Università, Adisu, SGM e Comune di Lecce è stata mantenuta con una proroga di 6 mesi, dovuta all’impossibilità da parte del Comune di garantire le stesse risorse (a seguito delle dimissioni del precedente mandato del Sindaco) impiegate lo scorso anno. “Adesso è necessario riconvocarsi includendo anche Conservatorio e Accademia, così come abbiamo più volte richiesto negli organi, per rinnovare la convenzione e individuare gli impegni delle parti per garantire un trasporto realmente accessibile alla comunità studentesca” – spiegano gli studenti della Link, sempre in prima linea nella lotta per un trasporto urbano dignitoso e accessibile a tutti.

«Nelle scorse settimane abbiamo redatto insieme agli studenti una piattaforma di richieste all’Università e alla città, che partivano dal presupposto dell’esistenza di un forte legame tra Università e territorio – dichiara Rosanna Carrieri, coordinatrice di Link Lecce – Il diritto allo studio presuppone la possibilità di usufruire senza barriere di sorta di alcuni servizi, come la mobilità urbana e interurbana, determinanti per la possibilità di uno studente di studiare e frequentare l’Università».

È inoltre necessario delineare degli obiettivi condivisi per rendere il servizio di trasporto pubblico più ecosostenibile e individuare forme alternative ed ecologiche per la mobilità cittadina, ad esempio costruendo piste ciclabili che colleghino i plessi universitari sia a Lecce sia in Ecotekne e tra i due poli.

«Ci siamo più volte adoperati, sia all’interno degli organi di governo dell’Università sia attraverso interlocuzioni e tavoli tecnici con le parti coinvolte, per una maggiore accessibilità del servizio urbano ed extraurbano – dichiara Francesco Gravili, rappresentante degli studenti in Senato Accademico per Link Lecce – Con un lavoro che si è protratto a lungo, a partire dal 2013, siamo riusciti lo scorso anno ad ottenere la riduzione fino a 10 euro mensili per le linee urbane universitarie e 12 euro mensili per le altre linee urbane. Questo rappresenta sicuramente un primo passo, ma non è sufficiente: occorre lavorare nella direzione della gratuità dei trasporti e di un miglioramento reale dei servizi, soprattutto per quanto riguarda i trasporti provinciali.

Sul piano dei trasporti provinciali, infatti, è necessario, visti i forti disagi che gli studenti quotidianamente incontrano, che Università, Adisu, Comune, Provincia e le principali aziende di trasporto pubblico che operano a Lecce e provincia prendano in carico la questione. La Provincia accolga finalmente la nostra richiesta di discussione, che per anni è rimasta inascoltata. Chiediamo quindi l’immediata convocazione di un tavolo tecnico tra queste realtà e l’impegno delle parti, affinché gli studenti possano realmente usufruire del diritto alla mobilità e che quindi venga effettivamente tutelato anche il diritto allo studio».