LECCE – È una lettera scritta tra la rabbia e l’amarezza quella del presidente della Camera di Commercio Alfredo Prete, che vede minacciato il lido York dal piano comunale delle coste, un bene di famiglia che ha portato lavoro e ha dato un po’ di vita a una marina in agonia da anni. Va giù il “Samarcanda” bar-ristorante non in regola, è stato chiuso il Molo, chiuderanno altri lidi e ora tocca anche a quello più antico, Lido York. Salvemini spiega che non vuole chiudere nulla, ma vuole cambiare le strutture murarie con strutture rimovibili, ma sulla concessione non dà certezze. Eppure, San Cataldo avrebbe bisogno di più imprese per dare servizi e smettere di essere la marina meno viva del Salento. Non sarà un singolo evento, come Il Locomotive, a rilanciare San Cataldo. Lo sfogo di un imprenditore balneare, che secondo le indiscrezioni che circolano ha persino sostenuto durante le elezioni la squadra Salvemini-Delli Noci, la dice lunga sull’angoscia che ha travolto i balneari delle marine leccesi, che dopo anni di servizi offerti e lavori si vedono minacciati da un piano che dev’essere discusso caso per caso per non danneggiare una già fragile economia.

“Caro sindaco e caro vice sindaco, caro Carlo e caro Alessandro, sono le 02.08 ed inizio a scrivere questo post, purtroppo non si dorme perché come fa un imprenditore a dormire quando leggendo il quotidiano di oggi( già in edicola l edizione on Line)scopre che deve demolire la sua azienda costruita con sacrifici enormi da mio padre nel 1972 – spiega Alfredo Prete –
Eppure Carlo ed Alessandro in quel lido siete cresciuti avete fatto i primi bagni della vostra vita, quante partite a calcetto, quanti ricordi, quante coppe e medaglie conquistate, quanti pranzi consumati all interno di quelle cabine.
Nel 1972 quando papà York costruì quel lido si affidò ad un architetto romano, che progettó un lido secondo i dettami dell architettura mediterranea, perciò lasciatemelo dire, fu edificato un bel lido con questi gruppi di cabine a staffa di cavallo che proteggevano dai venti ed un bar ristorante dalle forme armoniose, veramente una bella struttura.

Oggi questa struttura invece di essere difesa perché oggettivamente bella deve essere demolita e ridimensionata in base alla concezione da voi sviluppata del piano delle coste.
La cosa più tragica è che di fronte a queste prospettive non concedete neanche la proroga della concessione demaniale così come prevista da una LEGGE NAZIONALE, trincerandovi dietro al fatto che le concessioni scadranno nel 2020, forse non lo sapete ma il 2020 per un imprenditore è domani.
Eppure io come tanti miei colleghi abbiamo già inviato le domande e son passati abbondantemente i fatidici 60 giorni, senza aver avuto uno straccio di risposta mentre avete introitato il canone demaniale 2019 entro il 15 settembre
Ora mi dite come c… faccio a programmare il benché minimo investimento, le banche giustamente di fronte a queste incertezze sono pronte a revocare mutui e finanziamenti.
E dove siete stati cari amministratori in questi anni, dove con enormi sacrifici in una marina di merda ( scusatemi ) noi imprenditori balneari abbiamo cercato di tenere alta la bandiera del turismo balneare leccese offrendo servizi di qualità. Se la sera non ci fossero state le luci e la vita del lido York a ravvivare quel tratto di lungomare, il lungomare sarebbe stato un vero e proprio mortorio.

Qualcuno/a della vostra amministrazione, io l ho visto/a solo in campagna elettorale girare per San Cataldo, non mi ricordo mai di averlo/a visto/a passeggiare per la marina durante l estate, forse San cataldo è troppo nazional popolare, meglio gli yacht a largo di Tricase o Gallipoli.
Cari Carlo ed Alessandro scusate lo sfogo, ma alla fine della stagione dopo tutto il lavoro mio, di mia moglie e del mio staff sapevamo che non avremmo avuto una medaglia al merito, ma si pensava già a programmare la prossima stagione, partendo da marzo 2020 in un ottica di destagionalizzazione così come ormai faccio da tre anni a questa parte.
Invece cosa devo programmare se non so neanche se esisterò più, se dovrò demolire se sarò ridimensionato, ma vi sembra normale giocare sulla pelle degli imprenditori.
Forse come ente invece di fare i primi della classe vi sareste dovuti raccordare attraverso l ANCI anche con gli altri comuni costieri salentini, iniziando dal comune di vernole( San Cataldo ha due amministrazioni competenti ed è assurdo non pensare ad un unico piano delle coste) poi melendugno Otranto fino a Gallipoli e porto cesareo, perché non si può avere disparità di trattamento.

Forse vi potrà sembrare un post dai toni troppo alti invece sono totalmente deluso ed amareggiato più che incazzato, perché oggi il mio futuro e quello della mia famiglia non ha prospettive ma è in mano alle “paturnie” ed alle convinzioni politiche ( spero non vendette politiche)di alcuni soggetti che decideranno se la mia azienda dovrà continuare ad esistere ed in che modo (cemento, materiale ecocompatibile, etc etc).
È passata oltre un ora da quando ho iniziato a scrivere questo post, mentre voi cari amministratori siete nel vostro letto a riposare tranquilli e sereni, ora sono le 3.25, ma penso che questa notte sarà insonne…
P.S: Comunque non riuscirete a cancellare 86 anni di storia, perché in quel tratto di mare ci sono i sacrifici ed il sangue di mio nonno e di mio padre”.

In queste ore scatta la solidarietà dei colleghi. “Condivido pienamente l’intervento di Alfredo Prete: l’approccio della politica è stato per anni sordo e sbagliato.  Invece di essere premiati perché presidiamo il territorio (oggi sono qui a San Cataldo col vento) chiudono le aziende” – dichiara il presidente di Federbalneari, Mauro Della Valle.

Sulla vicenda interviene anche un opinion leader come Beppe D’Ercole, presidente di Vivere Lecce: “Come al solito i fenomeni si espandono, crescono, si gonfiano, esplodono.
Le “concessioni” tutte dovrebbero essere tolte alle amministrazioni comunali: un amico, un parente, un gruppo di interesse elettorale, telo/velo sistemo con una concessione: parlo sempre di medioevo come sistema feudale, diciamo che andiamo, per analogia, sui valvassori/valvassini?
E si è verificato con le coste: i luoghi più appetibili!
Come si è verificato a Lecce anche con le ‘salsamenterie’ : disastro per la vivibilità con l’invenzione dell’arredo urbano e della sua eccelsa ipocrisia “in deroga” anche con i divieti degli uffici preposti, disastro per i rifiuti che se è un ristorante poi con i piatti e i bicchieri che faccio? Li butto in giro, no?

Disastro per l’igiene: se somministro all’aperto, devo impedire che le ‘cacazze’ dei piccioni e non tanto quelle fresche fresche, ma la polvere delle stesse depositate ovunque, cadano sui cibi, e disastro per i locali autorizzati, diciamo “all’antica”, che sopportano gli oneri previsti dalle leggi, che valgono solo per loro e che ora vedono impegnati i “paladini”: eh, per carità non sta bene! illegittimo, bisogna però sanare! Come? In “Deroga”? Bella forza! Violo la legge e poi, come denunciò la senatrice Adriana Poli Bortone, ti faccio il PUG SANATORIA bramato dall’Amministrazione Perrone e bocciato dai leccesi…….allora?.
E torniamo alle “concessioni” balneari.
E’ noto, personalmente chiedo da sempre il rispetto del popolo, dei meno ricchi, di chi non può permettersi 2000 euro a stagione, o di chi non vuole sottostare al bum bum ciaff ciaff bum (alcuni “imprenditori” ritengono che rompere i timpani sia cosa buona e giusta), di avere la possibilità di fare un bagno della stessa qualità e comodità di chi può spendere 2000 euro!
Ma poi, possibile che non sia stata esaminata e inserita la specificità di stabilimenti in muratura “storici” e di qualità?

Esempi banali? Il lido York a Lecce, il Sangiovanni di Gallipoli i primi a caso: dovrebbero essere tutelati dalla Soprintendenza.
Li si può paragonare a casupole concesse a parenti e amici?
Mi auguro che sia considerata l’ipotesi dell’inserimento nella legge regionale degli stabilimenti ultra cinquantennali in muratura”.