Il 14 agosto un decreto ministeriale, arrivato ai dipendenti del Mibac senza alcun preavviso, ha accorpato decine di Musei dalla storia centenaria in nuovi enormi istituti elefantiaci, volti a favorire la concentrazione dei flussi turistici ed economici in pochissimi luoghi, contro l’interesse dei cittadini italiani. La ragione che spiega questo provvedimento, altrimenti insensato, è fornita dal decreto stesso, in cui si dichiara che la Direzione Generale Musei deve “favorire la creazione di nuove fondazioni museali”: ecco dunque il motivo di tali accorpamenti, spianare la strada alla nascita di fondazioni private che gestiscano i nostri musei statali. Per questo l’associazione “Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali”, insieme a Link, Coordinamento Universitario, oggi era in piazza a Lecce presso le Mura Urbiche, come in tante altre città italiane, tra cui Taranto.

“Oggi per la prima volta nella storia del Paese manifestiamo contro il processo di privatizzazione e smantellamento dei musei pubblici italiani, che è iniziato nel 1993 ed è arrivato al suo culmine con la riforma Franceschini e poi con il “decreto di Ferragosto” firmato dall’ex ministro Bonisoli” spiegano gli attivisti salentini di Mi Riconosci “Non abbiamo intenzione di fermarci. Non è in nessun modo accettabile che una simile riorganizzazione, profondamente dannosa per il futuro del Patrimonio culturale pubblico italiano, sia sancita per decreto da un governo dimissionario alla vigilia di Ferragosto. Ma non è una novità, tutte le deleterie novità che hanno colpito il nostro Ministero negli ultimi decenni sono state imposte a Natale, Capodanno o Ferragosto. Ora è tempo di dire basta: il neo Ministro Franceschini accetti che questo programma, sonoramente bocciato dagli elettori nel 2018, deve essere immediatamente bloccato e revisionato”.

Al sud ed in particolare nella regione Puglia il provvedimento non può che aggravare una situazione già da tempo critica: i piccoli musei (pur caratterizzando l’intero territorio) saranno sempre più isolati,  mentre la rete museale sarà accorpata in un’unica Direzione Territoriale insieme a quella della regione Basilicata. Per questo non ci fermeremo. Vogliamo risorse per tutto il patrimonio culturale per il futuro del Paese. Soltanto attraverso il finanziamento della cultura e dell’istruzione si può rilanciare il Paese”.