LECCE – Non erano bastati i chilometri di strisce blu messi dalle passate amministrazioni: a completare l’opera ci ha pensato l’attuale esecutivo,  imponendo un balzello anche in un luogo di sofferenza che sorge nell’estrema periferia della città. Si tratta di luoghi frequentati da migliaia di meno abbienti: i ricchi pagheranno e chi è in difficoltà dovrà fare tanta strada a piedi o con mezzi che per trasportarti da una parte all’altra della città ci impiegano una vita. Le proteste dei cittadini, del Movimento 5 Stelle e del centrodestra sono unanimi. Davanti al mantra del fare cassa a ogni costo non ci si può piegare! In questi anni non sono stati dati servizi all’altezza di una città turistica: parcheggi scarsi, strade rotte e mezzi pubblici lentissimi (si attendono anche 45 minuti per ogni corsa). La promessa delle amministrazioni che fecero fiorire le strisce blu era quella di investire tutto sulla sistemazione delle strade: dopo 20 anni, le strade sono a pezzi e per ripararle attendiamo un finanziamento regionale. Adesso ci mancavano solo le strisce blu al Fazzi e nell’Asl per chiudere un ciclo di interventi che hanno messo sempre le mani in tasca ai cittadini senza dare mai qualcosa in cambio, nemmeno un numero equo di strisce bianche che la legge prevede.

L’amministrazione Salvemini ha chiarito che “il Comune, dal canto suo, ha provveduto al rifacimento della segnaletica nelle aree di sosta all’esterno del plesso ospedaliero Vito Fazzi. L’area più prossima all’ingresso è stata risistemata e munita di parcometri, le cui tariffe sono state determinate in 1,50€ per tutto il giorno o 0,60 centesimi all’ora, con frazione pagamento minimo 30 minuti (30 centesimi). L’area di via Gino Rizzo, anch’essa munita di segnaletica verticale e orizzontale, non sarà sottoposta a tariffazione. In totale i posti auto per la sosta tariffata saranno 202 (Piazza Muratore) e quelli per la sosta libera 350 (Piazza Muratore e via Gino Rizzo). All’esterno del plesso sono stati previsti anche 10 stalli aggiuntivi per i portatori di handicap”.

“Far pagare la sosta in un luogo di sofferenza, ai cittadini, ai lavoratori, ai malati e loro famigliari in stato di bisogno è una palese ingiustizia – scrive il consigliere di FdI, Andrea Guido – L’ospedale è sinonimo di sofferenza, non è un luogo ludico, non è una discoteca, non è una struttura di svago e di divertimento, non è il centro urbano dove fare shopping o un supermercato. Ma punto di riferimento obbligatorio per i malati, per chi deve assistere un proprio congiunto o vegliare il caro estinto.

Ci si reca solo e soltanto per bisogno e per soddisfare inderogabili necessità, per queste ragioni dovrebbe essere gratuito. L’Amministrazione Comunale ha dimostrato di essere senza valore morale e umanità sociale. Non ha tenuto conto che gli ospedali sono un servizio fondamentale per una società civile e che le strutture d’appoggio, quali appunto i parcheggi, dovrebbero costituire valido supporto verso coloro che hanno ben altri problemi d’affrontare, e non rappresentare un mezzo per rimpinguare le casse comunali.

Da oggi il pagamento della sosta al Vito Fazzi rappresenta semplicemente un’ulteriore tassazione per il cittadino alla quale non corrisponde, di contro, alcun servizio. Né si è mai sentito parlare di implementazione delle corse dei mezzi pubblici.

La sosta a pagamento è ammessa, generalmente, in tutti gli ospedali situati nei centri urbani, ed è giusto che sia così in quei casi, perché diversamente sappiamo che non ci sarebbe adeguata rotazione delle auto, qualcuno le lascerebbe ferme per giorni rendendo più difficile l’accesso all’ospedale. Ma a Lecce il nosocomio non è in centro! Questo problema nella nostra città non esiste e non si può fingere il contrario, così come non si può pensare che tutti possano utilizzare i mezzi pubblici (efficienti o meno che siano) per recarsi in ospedale.

Mi rivolgo al Sindaco e ai componenti della Giunta: Riuscite a mettervi nei panni di un dializzato o di un traumatizzato che vive nelle ristrettezze economiche costretto a sottoporsi anche all’esoso pagamento del parcheggio? Siete a conoscenza dei cari ticket per le prestazioni specialistiche e della spesa farmaceutica? Conoscete il numero dei dipendenti privati – precari e non che lavorano in ospedale ed i loro stipendi percepiti? Siete sicuri che la procedura amministrativa adottata per l’individuazione delle nuove aree a pagamento non avrebbe dovuto incassare l’approvazione del Consiglio Comunale? Non vi viene il dubbio che forse avete esagerato? Io penso che non esiste ingiustizia più profonda come quella di speculare o assecondare sulla sofferenza”.