LECCE – Le riflessioni del presidente della Camera civile di Lecce, Salvatore Donadei, sono molto amare: “FASE 2? MAH!…
Uno studio delle 93 Camere Civili aderenti all’Unione Nazionale delle Camere Civili rivela che, mediamente, rispetto ad una situazione a macchia di leopardo, non più del 15% dei procedimenti civili è stato fissato. Nella maggior parte dei casi trattasi di fissazione con la trattazione scritta, pochissimi con videoconferenza, soltanto qualcuno con la comparizione personale dei difensori.
Non mancano iniziative (fin troppo) discrezionali e (grossolanamente) estemporanee, come quella adottata dal Tribunale di Messina, che ha concesso per le memorie, a pena di inammissibilità, un massimo di 2 pagine per 24 righe ciascuna, carattere 14. Come giustamente sottolineato dal nostro Presidente nazionale sulle pagine de ILSOLE24Ore, non esiste nessuna norma né un protocollo che detti dei limiti per le memorie, che devono essere certamente non prolisse e chiare, ma nel caos c’è chi si muove con equilibrio e chi è preso da un pericoloso delirio di onnipotenza.
Drammatica ed intollerabile la situazione delle cancellerie, dove regna una paralisi pressoché totale, con telefoni che squillano a vuoto e mail che non ottengono risposta.
La limitazione all’accesso nelle cancellerie sembra, oltretutto, più che altro una presa di posizione dettata al di fuori di una (necessaria) scelta di condivisione con l’Avvocatura, che è ancora parte essenziale del processo. Troppo ed ingiustificato l’entusiasmo di alcuni per applicazioni elimina-code, e-mail, prenotazioni, et cetera: ma se siamo parte essenziale del processo, perché limitarci? Anche i Magistrati prenotano per andare in cancelleria? Anche in emergenza, e facendo ovviamente salvi tutti i Dispositivi di Protezione Individuale e le note prescrizioni – bisogna preservare la dignità di un ruolo che dovrebbe entrare nella Costituzione.

Accogliamo con favore la previsione della Corte d’Appello di Lecce, datata 25 maggio e a decorrere dal 3 giugno, di presidii con la presenza del 50% del personale in servizio augurandoci, peraltro, vivamente, che tali ultimi possano consistere in banchetti e p.c., alla presenza del personale amministrativo, per prendere appuntamenti, riceversi atti, e così via: insomma una sorta di sportelli separati, che garantiscano, sia pure in questa particolare e delicata fase emergenziale, ciò che non hanno fatto gli elenchi telefonici e quelli di posta elettronica, rinvenibili anche sul sito del Tribunale, dalla fantomatica ‘riapertura’ dei tribunali e dall’inizio di questa improbabile Fase 2, fino ad oggi”.