Foto Giulio Rugge

LECCE – Molti comuni hanno già detto di no alla tecnologia 5G, ma senza avere effettivamente evidenze scientifiche sulle ricadute dell’ennesima opportunità di miglioramento tecnologico per la società dell’informazione. Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha scelto di fidarsi della scienza, tanti altri comuni sull’onda della “paura popolare” (che per i fautori del l’antiprogressismo tecnologico è semplicemente un principio di precauzione) per gli eventuali effetti dannosi hanno già detto i loro no. Adesso anche il primo partito al governo della città si chiede cosa fare e quale posizione avere rispetto un tema così importante: è una domanda che pone il capogruppo del PD, Antonio Rotundo, che chiede la convocazione ufficiale della consulta provinciale degli amministratori locali.

“Qual è la posizione del partito democratico sulla tecnologia 5G?
Dico questo perché ritengo che su un tema così rilevante sul quale c’è un dibattito aperto nelle istituzioni e nella società il nostro partito ha la necessità di orientare iscritti e militanti e dare indicazioni agli stessi eletti negli enti locali, mi riferisco ai nostri sindaci e consiglieri comunali, che non possono andare ognuno per proprio conto e decidere comune per comune quale posizione assumere.
Per queste ragioni credo sia opportuno convocare la consulta provinciale degli amministratori locali per aver in quella sede un confronto di merito e definire un indirizzo del PD anche sull’applicazione del principio di precauzione che alcuni nostri sindaci hanno già applicato adottando ordinanze di divieto alla installazione di tecnologia 5G nel territorio del proprio Comune”.