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Genetica, Amati: “Slealtà Ministero Salute mette in attesa la cura dei malati. Gelmini non impugni e intervengano società scientifiche”

“La legge regionale sul sequenziamento dell’esoma permette di esaminare l’1 per cento del DNA per diagnosticare l’85 per cento delle malattie rare. La prestazione è peraltro prevista dai LEA e il Ministero della Salute che fa? Chiede ancora una volta d’impugnare la legge dinanzi alla Corte Costituzionale, perché non rientrerebbe nei LEA. Un atteggiamento illogico e incomprensibile, pagato purtroppo dai malati. Chiedo al Ministro Gelmini di non avallare la richiesta d’impugnativa, perché infondata e pure sleale, e alla società italiana di genetica umana di far sentire la sua voce”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della legge sul sequenziamento dell’esoma.
“Qualche mese fa il Consiglio regionale approvava una legge per rendere strutturale il sequenziamento dell’esoma, una innovativa tecnica diagnostica in grado di diagnosticare l’85 per cento delle malattie rare attraverso l’esame dell’1 per cento del DNA.
Il Ministero della Salute formulava inizialmente diverse osservazioni, a partire dalla mancata previsione della prestazione nei LEA e altri marginali dettagli.
La regione deduceva segnalando sia il clamoroso errore sui LEA del 2017 (da pagina 142 a pagina 144 – voci da G1.01 a G1.47) che in quelli del 1996. Il governo decideva comunque d’impugnare, su questioni però marginali.
La Regione decideva allora di apportare modifiche sulle questioni marginali, per ottenere la possibilità del ritiro del ricorso. Sulla legge modificativa, però, il Ministero propone al Consiglio dei Ministri l’impugnativa ritornando sulla questione dei LEA e violando dunque il rapporto di leale collaborazione.
Faccio presente che il sequenziamento dell’Esoma è previsto dai LEA con la dicitura ‘Sequenziamento ed eventuale metodica quantitativa, qualunque metodo’. Prestando attenzione all’espressione ‘qualunque metodo’, rientra certamente il metodo prescelto dalla Regione Puglia con le leggi in discorso, tenuto peraltro conto che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ è più efficiente e meno costoso di altri.
Nonostante ciò l’Ufficio legislativo del Ministero della Salute ha proposto l’impugnazione della legge che paradossalmente era stata approvata proprio per venire incontro – nell’ambito della leale collaborazione Stato-regione – alle obiezioni poste a fondamento della precedente impugnazione (giudizio n. 59/2021), pendente dinanzi alla Corte Costituzionale, e nella speranza di conseguire il ritiro del ricorso e quindi la possibilità di passare dall’incertezza delle carte bollate alla cura delle persone con metodi più moderni, meno costosi e conformi ai LEA; e il tutto ovviamente prima che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ non venga superato da nuove tecnologie (già si intravedono all’orizzonte), lasciando l’Italia sempre nella condizione di un Paese in continua rincorsa e non al passo con i tempi dell’innovazione.
L’impugnazione della nuova legge, in luogo del ritiro del ricorso pendente, rappresenterebbe dunque un atto di ‘sleale collaborazione’ (alla luce dell’abbondante carteggio tecnico intercorso sulla vicenda), rallenterebbe il processo d’innovazione che l’Italia avrebbe al contrario il dovere di assecondare, violerebbe l’elenco dei LEA (‘qualunque metodo’) e – soprattutto – lascerebbe i malati italiani e pugliesi con minori dotazioni diagnostiche.
A ciò si aggiunga, e ciò rappresenterebbe un danno per l’erario, che il metodo di ‘sequenziamento dell’intera regione codificante – Esoma’ è molto meno costoso e che non si capirebbe – qualora passasse l’idea proposta attraverso le osservazioni formulate dall’ufficio legislativo del Ministero della Salute – a che titolo le aziende sanitarie italiane rimborsano (come accade ogni giorno) – in particolare le strutture private – il metodo di sequenziamento previsto dalla legge regionale che s’intende impugnare.
Per questi motivi ho scritto al Ministro Gelmini, chiedendo di non impugnare la legge e di proporre al Consiglio dei Ministri il ritiro del ricorso precedente. E tutto ciò nella più originaria interpretazione del rapporto di leale collaborazione tra Stato e Regione: curare al meglio i malati”.

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