ROMA – Il momento tanto atteso sta per arrivare: le Province torneranno all’elezione diretta. La riforma Delrio ha gettato nel caos gli enti locali e ha addirittura prodotto più enti con la nascita delle città metropolitane. Una volta bocciata l’idea renziana referendaria, non resta che fare dietrofront. Sono già state depositate le disposizioni di legge da valutare in Parlamento, volte a reintrodurre il sistema di elezione a suffragio universale delle province e delle città metropolitane: norme con cui si delega  al Governo in materia di riorganizzazione delle funzioni e competenze degli uffici periferici dello Stato nonché delle prefetture – uffici territoriali del Governo. “È ora di rispettare l’esito referendario del 4 dicembre scorso e di far tornare gli enti territoriali come province e Città metropolitane a essere rappresentativi come un tempo, prima cioè della Legge Delrio del 2014”. Così Massimiliano Romeo, senatore leghista che ha presentato una proposta di legge per ritornare all’elezione diretta dei rappresentati di province e città metropolitane.

“Il presidente della provincia e i consiglieri provinciali sono eletti a suffragio universale diretto attraverso il sistema elettorale previsto dagli articoli 74 e 75 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 – recita il disegno di legge a firma del senatore leghista Massimiliano Romeo- L’indennità spettante al presidente della provincia e al sindaco metropolitano non può superare quella del sindaco del comune capoluogo della stessa provincia. I consiglieri provinciali e metropolitani hanno diritto di percepire un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. In nessun caso l’ammontare percepito nell’ambito di un mese da un consigliere può superare l’importo pari ad un sesto dell’indennità massima prevista per il rispettivo presidente o sindaco metropolitano”.

Anche per quanto riguarda il personale si pensa di ripristinare la situazione precedente: “Mantenimento dei ruoli di provenienza per il personale delle strutture periferiche trasferite alla prefettura ufficio territoriale del Governo e della disciplina vigente per il reclutamento e per l’accesso ai suddetti ruoli, nonché mantenimento della dipendenza funzionale della prefettura — ufficio territoriale del Governo o di sue articolazioni dai Ministeri di settore per gli aspetti relativi alle materie di competenze”.

 

“Serve restituire funzioni, competenze e dignità istituzionale alle province e alle città metropolitane che rappresentano enti intermedi fondamentali tra i piccoli comuni e le regioni. Allo stesso tempo – spiega Romeo – servono più fondi: dal 2013 al 2017 lo stato ha tagliato 5,2 miliardi di euro a questi enti che non riescono più a rispondere ai servizi primari per i cittadini come sicurezza strade, ponti, scuole, manutenzione dei beni pubblici. Con la nostra Pdl chiediamo di ripristinare le funzioni fondamentali delle province in una legislazione ante Legge Delrio e il ritorno all’elezione diretta dei rappresentati per dare la possibilità ai cittadini di scegliere da chi essere amministrati e il fondamentale recupero delle risorse economiche che via via lo stato ha tolto lasciando questi enti in una situazione di dissesto e – conclude Romeo – grave difficoltà”.

Garcin

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